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Al di là del vetro, nonni e nipoti sempre uniti. La foto che commuove il web

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La foto che sta commuovendo il web 

Quel legame che non ha barriere, che non si spezza… che neppure il più infido dei mali riesce a mettere a tacere. Si tratta di un amore puro, disinteressato, capace di travalicare la distanza d’età e, adesso, anche di luogo.

E’ così che uno scatto qualunque si trasforma, in periodo di quarantena obbligata, in un germoglio cresciuto in mezzo alla cenere.

In Italia, come altrove, gli anziani rappresentano la categoria più esposta ai rischi del Coronavirus. Se ne è reso conto perfino chi, come il Regno Unito, in principio ha manifestato ritrosia, volendo illudersi di rimanere esente dagli effetti di una pandemia che, vorace, ha tracciato il proprio cammino inesorabile. Arrivati a questo punto, anche il Governo Britannico si è trovato costretto ad abdicare alle proprie convinzioni. Ripensamenti, convincimenti dell’ultima ora. Poco importa.

Sulla base degli attuali e vigorosi consigli governativi, la fascia Senior sceglie, anche in Inghilterra, di chiudersi in casa, salvaguardandosi da ogni sorta di contatto.

Ma se il buon senso ci spinge in direzioni opposte, c’è poi il cuore, che parla una lingua a sé. Del resto, per dirla alla Pascal: “…conosce ragioni che la ragione non conosce“.

Capita, così, che i bambini, istintivi, schietti, ignari… assurgano a protagonisti di un’istantanea, emblema di una storia universale. Nonni e nipoti, divisi/uniti dallo spazio di una finestra. Un ostacolo ‘non ostacolo’, che solo in apparenza limita i rispettivi confini.

L’immagine è stata postata su Twitter da Chris Page, meteorologo di un’emittente U.K., che ha voluto commentarla in questo modo: “E’ la cosa più adorabile che ho visto oggi!

Le persone dai 70 anni in su, le più vulnerabili al Coronavirus

12 settimane – come riporta il Mirror – sono il tempo previsto dal Governo, affinché i soggetti più esposti, ossia coloro che hanno superato i 70 anni, possano dirsi protetti dall’impennata di vittime causata dal Covid-19. Un autoisolamento necessario, precursore di altre misure, più drastiche, come anticipato da un portavoce di Downing Street.

Tra le persone a rischio, si contano soprattutto quelle sottoposte a chemioterapia attiva o radioterapia; specialmente i pazienti affetti da tumori del sangue o del midollo osseo, come la leucemia. Inoltre, devono assolutamente evitare il contagio quanti manifestino patologie come fibrosi cistica, asma grave o malattie renali.

C’è poi chi, nei panni del disobbediente, ci sguazza. Archiviata l’immunità di gregge, firmata Boris Johnson, adesso è il padre, Mister Stanley Johnson, 79 anni suonati, a recitare il ruolo della pecora nera. “Continuerò ad andare al pub, se ne avrò bisogno“. Parole, anche in questo caso, che lasciano il tempo che trovano. Se esiste un mondo in cui “dovete abituarvi all’idea che molti perderanno i loro cari“, ce n’è un altro, per fortuna, che recita strofe differenti e promette che “Tutto andrà bene!”

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