Tyson torna sul ring. Ma lo fa per beneficenza

Tyson torna sul ring. Ma lo fa per beneficenza

I am back“, sono tornato. E suona, più che come un avvertimento, come una vera e propria minaccia. Del resto, il ‘nostro’ in questione ci ha tenuti spesso con il fiato sospeso, a causa delle sue peripezie. Un carattere a dir poco irrequieto. Decisamente poco propenso al dialogo, per indole, prima ancora che per consenso; capace di far parlare di sé.

Un curriculum da fare invidia. Risse in strada e combattimenti clandestini. Furti, rapine… a 13 anni era già stato in carcere – per dirla in gergo – per ben 39 ‘riprese’. Note le vicende degli abusi sessuali su Desiree Washingon. Causa – peraltro – chiusasi con una condanna, e relativo pentimento – vero? non vero? – di “Kid Dinamite”. E che dire della dipendenza, quasi un marchio – un po’ come la passione per i piccioni – da sostanze stupefacenti?

Di chi stiamo parlando? Per l’occasione, Signori e Signore, diamo il ‘Bentornato!’ a Mr. Mike Tyson, 53 anni e 15 di inattività, alle spalle; ma la stessa faccia tosta di sempre.

Una vita, la sua, arredata da una costante vena di follia, la stessa che lo rivuole sul ring, oggi, dopo un lungo periodo di fermo. Su Instagram, il filmato in cui Iron Mike si allena, in palestra, scagliandosi violentemente contro un sacco, parla per tutti.

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L’ultimo incontro/scontro, prima del ritiro, risale al 2005. Dopo aver perso contro Kevin McBride, “King Kong” tornerà nuovamente a combattere, ma solo per beneficenza: “Per aiutare qualche senzatetto e i pezzi di m… come me“, specifica, in prima persona.

Distanza dai match, in certo qual modo, solo illusoria, giacché alla cronaca non ha risparmiato la divulgazione delle sue frequenti e scellerate ‘prese di testa’. Non pago della lezione inflitta da Floyd Mayweather, nel dicembre 2018, al malcapitato 20enne nipponico Nasukawa, non ha fatto attendere il proprio commento riguardo, all’esibizione di “Pretty Boy Floyd” con un altro grande, Manny Pacquiao. “Sembrava che fossero non in una chiesa, ma in una biblioteca. Forse io sono un uomo di Neanderthal, ma ho sempre voluto uccidere il mio avversarioOggi è differente. Si tratta di uomini d’affari e io sono un assassino nato“, raccontava, allora, ad Usa Today.

Tra i possibili sfidanti, adesso, il rugbista degli All Blacks, Sonny Bill Williams, campione – tra l’altro – neozelandese di boxe. Ma la competizione più suggestiva appare – senza ombra di dubbio – quella con Evander Holyfield, ‘ex fiamma’ anch’egli del tappeto professionista.

Durante la carriera, “The Baddest Man on the Planet” ha affrontato due volte il pugile della Georgia, finendo sconfitto in entrambe le circostanze. A tal proposito, indimenticabile la seconda sfida, in cui Tyson (58 incontri, 50 vittorie) venne squalificato per un morso, con cui staccò al rivale un pezzo di orecchio. Accusato di “violenza gratuita ed ingiustificata“, si vide privato della licenza professionistica da parte della commissione atletica del Nevada e, contestualmente, per il danno arrecato all’avversario, venne condannato al pagamento di 3 milioni di $.

Un tipino tranquillo, insomma. Ma questo è già noto. Vedremo se appendere i guantoni al chiodo, per tutti questi anni, gli ha fatto bene o se – come qualcuno sussurra e forse spera – ne sentiremo ancora delle belle…

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