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L’Immacolata Concezione si rifà il look… restauro disastroso

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L’intenzione, del tutto prodiga, era di restaurare il dipinto dell’artista barocco Bartolomé Esteban Murillo, maestro spagnolo del ‘600, nell’intento di ricondurlo all’antico splendore. Qualcosa, tuttavia, deve essere andato storto. Al di là di qualsiasi possibile aspettativa, il risultato ha lasciato il committente decisamente… basito.

Un disastro, che trova la sua patria in Spagna. Protagonista, un collezionista d’arte locale, originario di Valencia, che ha affidato ad un restauratore il compito di donare un “nuovo volto” al ritratto in suo possesso, ormai privo di smalto.

Prima e dopo: l’opera di Bartolomé Esteban Murillo

E, in effetti, a fine lavoro il ‘viso’ in questione era davvero cambiato. Un’Immacolata Concezione – insomma – inedita, quella riconsegnata al legittimo proprietario.  

I tratti della Madonna erano stati letteralmente stravolti, tanto da rendere l’immagine praticamente irriconoscibile. Come se non bastasse, poco o nulla si è potuto operare, per recuperare quel che rimaneva del dipinto originale. Un prima-dopo impietoso. Inutili i due tentativi di porre rimedio. Non c’è stato verso.

Unica consolazione – estrema ratio – in fondo, l’opera – a sua volta – era una copia. Con buona pace di colui che, in tutto questo, aveva investito denaro e ambizioni. E. invece. si è visto recapitare una fattura – per la prestazione svolta – di 1.200 euro. Evidentemente, mai pagata.

Un maldestra abitudine, perpetrata

Uno sfregio – perché solo così si può identificare – che rimanda al dissesto di un altro capolavoro: l’Ecce Homo di Elías García Martínez, preda dello zelo – mal riposto – di un’anziana signora, artefice della rielaborazione, quanto mai fantomatica, di quella che ormai, dal 2012, nella chiesa aragonese di Borja, non rappresenta più il Messia, bensì una maschera deforme.

Prima e dopo: Ecce Homo di Elías García Martínez

Dobbiamo essere certi che le persone che svolgono questi lavori abbiano le giuste competenze“, commenta chi di dovere. A noi, invece, suggerisce il ricordo di quanti o quante – uomini e donne – attraverso l’esercizio sconsiderato della chirurgia plastica, rincorrano un sogno falsato di bellezza. Con l’effetto, unicamente, di apparire ridicoli.

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