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Morsi che richiedono antibiotici, una nuova piaga deriva dall’Oltremanica

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Il Coronavirus ancora non si può dire debellato e già una nuova piaga si affaccia, diffondendosi dai parchi del Regno Unito.

Mosca cavallina o, secondo la denominazione scientifica, Hippobosca Equina. Ecco il male che, in questi ultimi giorni, scuote la popolazione inglese. Gli insetti, veri vampiri del sangue, stanno invadendo le aree verdi della Gran Bretagna, confortati anche dalle previsioni meteo. Il clima umido e afoso – ulteriormente agevolato dalle piogge, peraltro in attesa anche nel prossimo futuro – è ideale per la loro proliferazione.

Un morso che non perdona

Il tabloid britannico The Mirror lancia, dunque, l’allarme. E riferisce degli effetti collaterali riportati da quanti, vittime del morso dell’animale, hanno presentato reazioni, tali da richiedere l’intervento ospedaliero. Per tutti, un ciclo di antibiotici. Nei casi più gravi, la necessità di contravvenire ad insidiose e feroci – talvolta – infezioni.

In conseguenza, il richiamo, alle famiglie, di svuotare le piscine dall’acqua, attrattiva irresistibile per i bambini, sì, ma anche per i parassiti. Secondo l’Associazione Britannica per il Controllo delle Infestazioni, una delle maggiori cause dell’attuale diffusione va ricercata – ironia della sorte – nell’aumento della quantità di persone che frequentano spazi aperti, ora che il lockdown sembra scongiurato.

Gli ematofagi, ritenuti il possibile vettore dell’anemia infettiva equina e della Bartonellosi, sono – quindi – sotto processo. E vanno a rimpinguare l’atmosfera già estraniante, figlia del pericolo appena scongiurato (e sarà poi così?).

Tra incertezze e verità

Superstiziosi o meno, una volta si favoleggiava delle 7 piaghe d’Egitto. Ora sembra che la minaccia sia appostata dietro l’angolo, speranzosa di un nostro passo falso, di una distrazione. L’incertezza ci determina, più di quanto non riesca a farlo il buon senso.

Così, tra una pandemia non ancora risolta e una nuova insidia che ci mette a rischio, restiamo insicuri e quasi attoniti, ‘frizzati’ – per capirci – nell’attesa che accada qualcosa, qualsiasi cosa e nel timore di dover pensare, l’istante successivo: “quanto stavamo meglio prima!

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