Uramaki: cinque modi per dire Oriente

Uramaki: cinque modi per dire Oriente

Mai sentito parlare di uramaki? Per i meno esperti, ci riferiamo alla cucina orientale. Trattasi di sushi – questo sì, assai più conosciuto – dall’effetto decisamente scenografico.
Prevede, infatti, che l’alga nori si trovi al centro, anziché a contenere gli ingredienti, e che il riso, al contrario, sia perimetrale, da solo o ricoperto da semi di sesamo.
C’è chi lo frequenta, per nome, come California roll. Perchè? Semplice, è stato ideato, il piatto, all’inizio degli anni Settanta, da uno chef giapponese, residente in America.

La ricetta originale era a base di polpa di granchio, oppure salmone e avocado, per invogliare anche i clienti restii al pesce crudo. Via via, poi, la formula si è rinnovata e c’è chi, addirittura, oggi, aggiunge formaggio fresco o tofu.

Ps. Immancabile, a contorno, la salsa di soia.

RICETTA

Preparazione per 6 Uramaki – Kcal per porzione: 86

INGREDIENTI

Riso per sushi cotto 120 gr

Tonno o salmone, a bastoncini di 1 cm, 40 gr

Alga nori mezza foglia

Cetrioli o avocado, a listarelle sottili, 20 gr

Formaggio fresco, tagliato per lungo e dello spessore di 1 cm, 25 gr

Semi di sesamo nero q.b.

ESECUZIONE

Passo primo, accertatevi che il pesce a vostra disposizione sia stato precedentemente abbattuto. E’ consigliabile averlo congelato per 96 ore a -18 gradi prima di impiegarlo, una volta reidratato, nella ricetta. Posizionate una foglia intera di alga nori sulla stuoia apposita (se preferite, potete rivestirla con pellicola trasparente), tenendo la parte più liscia e lucida verso il basso.

Bagnate le mani in una ciotola d’acqua, possibilmente acidulata con qualche cucchiaio di aceto di riso, e prelevate circa 120 gr di riso per sushi. Bagnate le mani, affinché il riso non vi rimanga attaccato. Stendetelo, quindi, lungo la superficie dell’alga (potete aiutarvi, nell’operazione, con una spatola in legno). Lo strato va lasciato sottile. Cospargete con i semi di sesamo, neri o bianchi, secondo i gusti. Di seguito, sollevate la foglia di alga e capovolgetela, poggiando il riso a contatto con la stuoia. Farcite… a piacimento. Due o tre elementi al massimo, non eccedete. Bastoncini di cetriolo, philadelphia tagliato a strisce di un cm di spessore e bastoncini di tonno fresco andranno benissimo. E magari, par aggiungere sapore, cospargete una foglia di alga con una punta di wasabi. Ricordate che i bastoncini devono risultare piuttosto fini e vanno posizionati al centro, eliminando gli eccessi. E’ il momento di avvolgere, come fosse un involtino. Esercitate una leggera pressione sul rotolo affinché l’involucro resti compatto; modellatelo, premendo uniformemente con le mani, nel senso della lunghezza. Una volta pronto, non resta che tagliarlo. Poggiatelo su un tagliere e bagnate la lama del coltello con l’acqua acidulata. Dividetelo a metà; affiancate le due sezioni e ripartitele in tre parti uguali.

Come conservarli? In frigorifero, coperti da pellicola, fino al momento di servirli e al massimo per un giorno.

AL DI LA’ DEL CLASSICO

Fantasia non manca, dunque perché non sbizzarrirsi?

Accanto al super classico e a quello philadelphia e tonno, appena illustrato, le idee sono numerose.

URAMAKI SAKE CON SALMONE COTTO

Ideale per chi non mangia pesce crudo (non concesso, tra l’altro, in gravidanza). Qui il salmone viene semplicemente grigliato ed accostato al riso.

URAMAKI VEG

Non poteva mancare l’alternativa vegetariana. Un compendio di ortaggi e frutta: carote, cetrioli, avocado, ma anche mango. Come preferite.

URAMAKI EBITEN

Versione con gambero in tempura, costituiscono un’alternativa al pesce crudo, anche se richiedono il passaggio, aggiuntivo, dell’esecuzione della preziosa pastella.

LEGGI ANCHE: Quanto sei… fico. Ricette dolci e saltate con uno tra i frutti più allettanti dell’estate

LEGGI ANCHE: Pasta alla cucunciata… dalle Eolie, con amore


Commento all'articolo