L’abito da sposa… età dopo età

L’abito da sposa… età dopo età

Mood dell’evento, location, orario della cerimonia, e poi ispirazione, tratti somatici, colori… scegliere l’abito da sposa rimane, da sempre, vincolato ad una serie di elementi infiniti. Non ultima, l’età. Diverso è sposarsi a vent’anni, altro è a quaranta o ancora più in là. Prime, seconde, terze nozze… persino. In Chiesa, oppure in Comune. Non c’è nulla di male, sia ben chiaro. Anzi, ben venga. Ma ad ogni tappa della vita si adatta un suo stile, rispettoso di tutti gli altri fattori, fin qui elencati.

E se il grande passo lo si compie in momenti differenti, è chiaro che anche le esigenze – per conseguenza – lo saranno.

I modelli studiati per assurgere a bridal dress offrono opportunità di scelta che non trovano limite: lunghi, corti, asimmetrici… ne esistono di sontuosi, a mo’ di principessa, a sirena, nella variante Impero… come destreggiarsi, allora?

Regola prima, inossidabile, inderogabile: ‘ascoltatevi!’

A 20 anni

…osate. Del resto, se non ora, quando? Con un occhio sempre attento alle tendenze. Le spose della Gen Z possono convogliare l’attenzione a tessuti ricercati, vedi tulle e pizzo; spaziare con lunghezze, tagli, volumi e brand originali. Dal mini abito al maxi, con tanto di maniche da odalisca, tutto è lecito, se saputo indossare. Puntate all’effetto vintage? Un velo, magari ‘riesumato’ dal baule della nonna; una gonna a corolla; un’accessorio retrò ad arredare le chiome. E il gioco è fatto.

A 30 anni


.. le idee sono, senza dubbio, più chiare. A quest’età si è padrone dei personali punti di forza, si conoscono a menadito le debolezze. Dunque, nell’assortimento, non serve che direzionarsi sui primi. Sì ad abiti sottoveste scivolati; alle linee morbide, a sirena oppure a strascichi proporzionati. Il focus, qui, è sui dettagli. Spalle decorate, scolli ricercati all’americana o, ancora, profondi, a V. Siate essenziali ma niente affatto severe. Un paio di maxi orecchini o una borsa gioiello potrebbero, ad esempio, fare al caso vostro.


A 40 anni


…rivendicate il vostro stato di donne emancipate. Varcata la soglia degli -anta, la camminata all’altare vede protagoniste mamme, ex mogli e – perché no? – single pentite. Femmine, che approdano alla ricorrenza con ponderatezza, con esperienza alle spalle e desiderio, prima ancora che necessità. Conta, in questo caso, allora, la qualità, a partire dai tessuti. Meglio se rigidi, questi ultimi, come il mikado, capaci di donare struttura e sobrietà. Eccola, la parola d’ordine. I tagli più appropriati? Avventuratevi senza tema sulla jumpsuit. Volumi a trapezio, maniche lunghe e i famosi ‘vedo non vedo’ rappresenteranno le vostre armi vincenti.



A 50 anni (e oltre)


… governano – pensate un po’ – istinto e ricercatezza. Longuette, scivolati, tailleur.. il raggio d’azione è vasto. Classico, con un twist: le maniche di pizzo, il taglio mono-spalla, la giacca abbinata, per nascondere eventuali lievi cenni di cedimento. Ci vuole strategia. Mirata, ben coordinata. Che dire, poi, del bianco? Senza per forza rinunciarvi, potreste, tuttavia, rivolgervi ai toni pastello. Non pensiate siano meno raffinati.

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