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I giorni ‘gloriosi’ di Unipol e Bps…

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UnipolSai entra in Bps. La notizia è e si determina tutta qui. La Società ha concluso l’acquisto di 18,2 milioni di azioni ordinarie di Banca Popolare di Sondrio. Circa il 4,0% del capitale – in termini di quote – a 4,15 euro per azione. Un esborso totale di 75,6 milioni di euro, con tanto di collocamento accelerato dei titoli, effettuato con l’intermediazione di Equita. Una summa di operazioni, che fa slittare la quota proprietaria del Gruppo al 6,9% della Banca, rendendolo, di fatto, socio per antonomasia.

Dunque, pure il titolo della Popolare di Sondrio vola, a Piazza Affari, attestandosi al +5,59%. Conseguenza inevitabile della notizia. “Riteniamo che la mossa di UnipolSai riduca fortemente la contendibilità della Banca, vista la presenza rilevante di un azionista industriale, all’interno della base azionaria di Pop. Sondrio“. Questo, quanto sottolineato da Equita, che evidenzia anche come “a differenza di numerosi altri soggetti potenzialmente coinvolti nel consolidamento di settore“, la Valtellinese non abbia a bilancio dta trasformabili, sulla base del Decreto Sostegni Bis, in caso di fusioni tra banche.

Un nuovo colpo, dunque, per Unipol che, già di recente, aveva reso nota la sua politica espansionistica, che mantiene, a sostegno di un soddisfacente equilibrio, i tre capisaldi di Welfare, Mobility & Property, secondo le dichiarazioni dello stesso Presidente, Pierluigi Stefanini. E stabilisce la propria identità, improntandola ad un sistema di Economia Cooperativa, da svolgersi in trasparenza.

L’approccio ‘moderno’ si focalizza, quindi – e quanto accaduto lo dimostra – in una politica espansionistica che, tuttavia, misura di ‘collaborazione’. Maggior potere, per meglio poter essere gestito, in una dimensione di limpidezza verso la propria clientela e con uno sguardo, in concreto, rivolto alla sostenibilità. Potendoselo, d’altra parte, permettere.

Aspiriamo a rivelarci come sorta di sentinella, democratica e indipendente, che aiuti le Istituzioni a progredire… Qui, la partita ci coinvolge tutti“, aveva, di recente, sentenziato Stefanini e, come sua abitudine, articolata da un fare calmo soggiace, tuttavia, una fierezza di intenti, che poco spazio lascia ai dubbi. E alle parole.

Si fa. E si cerca di fare bene.

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