img

Minimal? E’ pur sempre un matrimonio

/
/
/

Mi sposo, finalmente. Mi sposo, dopo aver rimandato, posticipato, riscritto le nozze. Mi sposo, perché è stato un colpo di fulmine. Mi sposo poiché adesso, dopo tanto tribolare, si può.

Già, mi sposo… ma a che ora deve finire la cena? E fino a quante persone posso invitare? E poi, la mascherina va indossata anche in Chiesa? E, ancora, se non mi sposo ora, quando? Le prenotazioni sono già ripartite, a rotta ci collo, nel tentativo di recuperare i mesi perduti. Così, a settembre è già tutto pieno.

Vediamo, potrei optare per una soluzione infrasettimanale. Certo, vuoi metter con il fascino del weekend? D’altra parte, lo lasciano ventilare pure gli esperti: ‘monday is the new saturday’ o, al più, the new sunday. Quindi, sposiamoci tutti i giorni.

Ma poi arriva, puntuale, il secondo dubbio. E se non ci fosse posto per il ricevimento all’aperto? Distanza di due metri tra i tavoli e va bene. In più, niente limiti al numero degli invitati, rispettando le distanze, ovvio. Dunque, meglio fuori. Ma troverò ancora qualcosa?

Per i ristoratori, e non solo, sussiste anche l’obbligo di conservare, trascorsa la Cerimonia, l’elenco dei partecipanti, per almeno 15 giorni. Beh, probabilmente questo è il male minore. D’altronde, gli organizzatori, in genere, provvedono alla mappatura dei tavoli, con le posizioni assegnate ai vari invitati. Non resta loro che evitare di gettare il materiale, una volta terminata la Festa.

Covid Manager e Green Pass? Solo ipotesi, mi sono informato. Non è più obbligatoria, ogni 50 invitati, una figura come quella indicata, sorta di tutore, con il compito attribuitogli di far rispettare le norme di sicurezza. Per fortuna, altrimenti i costi della Celebrazione sarebbero lievitati ulteriormente. In quanto al ‘Foglio Verde’, rilasciato a vaccinazione eseguita oppure una volta guariti o in caso di tampone negativo, a carico di chi sarà? Mio? Speriamo, se non altro, che siano deducibili dalle spese, alla guisa dei pannelli in plexligas, per i ristoratori.

Forse questa la scampo…

Quindi… ritornando alle distanze, devo ricordarmi che, tra un ospite e l’altro, ai tavoli, deve passare, per stare sicuri, uno spazio di un metro. Niente separé, per fortuna. Poi, pensiamo… per ciascun tavolo metto… beh, soluzioniamo non più di quattro persone. Certo, sarebbe lecito anche un numero più cospicuo, qualora si tratti di conviventi, ma tant’è. Di sicuro, niente tavolata imperiale. Non conviene, da nessun punto di vista.

Allora, allora… quello l’ho detto, quell’altro l’ho considerato… ah, sì. Percorsi separati in entrata e in uscita? Come mi regolo? In fondo, in questo caso, stiamo parlando di una raccomandazione, non è un obbligo. Magari me la cavo posizionando ‘strategicamente ‘ chi abbia cura che non si crei un’eventuale calca.

Devo ricordarmi di chiedere di mantenere indosso la mascherina, sempre. Me ne rendo conto, è una scocciatura ma, a riguardo, non esistono deroghe. Piuttosto, potrei inventarmi una scappatoia, magari stampando il logo dell’Evento, oppure la data delle nozze o prendendo a mo’ di spunto quella tale fantasia… non sarebbe male.

Certo, la cena. Ma, sull’aperitivo, non ci avevo ancora riflettuto. Occorre un cameriere che serva i vari drink direttamente ai commensali accomodati, proprio come per il resto del desinare. E dovrò verificare che gli inservienti siano muniti anch’essi di mascherina, guanti e dovranno risultare, a loro volta, tamponati.

Mannaggia… quasi scordavo la musica. Mi hanno assicurato che, evitando assembramenti, potrei organizzarmi anche in questo senso. Poi c’è la faccenda bomboniere… Meglio distribuirle nel mentre che parenti e amici sono seduti, tutt’al più coadiuvati da un assistente. Che, poi, sarebbe anche l’occasione perfetta per organizzare gli scatti fotografici. Altrimenti, mi hanno consigliato di far allestire una serie di gradoni. Noi davanti. Il resto dietro, a turno e a gruppi separati. Manco fossimo la Famiglia Reale…

Animo, che ci siamo quasi… qui il dictat è risparmiare, quanto più possibile, conservando tuttavia, l’adeguata dignità ad un rito che la sua importanza, se lo si sceglie, evidentemente ce l’ha. Sull’abito della Sposa non si può prescindere, ma ho scoperto che esistono, oggi come oggi, collezioni low cost, lanciate da marche anche rinomate, che permettono di contenere le uscite. Dovrei informarmi meglio…

Per il resto, quel che rimane, e che più conta, è la possibilità di poterlo pronunciare, questo Sì. E la voce sarà alta, presente, ve lo assicuro. Rimbomberà per tutta la sala. Infine, ci saremo noi, quel che rimane di noi, delle nostre famiglie che nel frattempo, a fare i conti, si sono assottigliate. Non importa, chi manca ci sarà comunque, balconata con affaccio sul palco e lo spettacolo sarà in prima fila, senza neppure pagare il biglietto.

Ciò su cui più conto sono loro, gli amici. Non sono tanti, né avrei potuto provvedere diversamente. Ma sono i miei, i migliori, quelli con cui ho condiviso quasi tutto. Che sia, allora, financo stavolta. Mi girerò e li troverò a farmi una smorfia da lontano, intenti a prendersi beffa di me. Ma va bene. E’ esattamente così che li voglio. Vivi, sani, sorridenti… vicini.

LEGGI ANCHE: Matrimonio: sogno per alcuni, cruccio di molti. L’istantanea, segno per segno…

LEGGI ANCHE: Ti sposo, ma prima mi do una ripassata al Decreto

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This div height required for enabling the sticky sidebar
Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views : Ad Clicks :Ad Views :