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Che Dio ci protegga… soprattutto dai medici sciatti

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Riti e sedute di preghiera, al posto delle terapie mediche. Nel Centro di salute mentale pubblico della Asl di Cagliari non ce la si manda certo a dire. O, almeno, ciò vale per Enrico Loria, 60 anni, psichiatra della Ats. L’uomo, stando alla cronaca, aveva escogitato un suo ‘personalissimo ‘metodo’ per ‘disinnescare’ i pazienti.

Avete presente quando, con i bambini, si fa il gioco del sonno o magari quello del silenzio? Ecco, con il ‘nostro’ accadeva qualcosa di assai simile. L’uomo, in pratica, organizzava sedute di preghiera collettiva, con tanto di ceri accesi e via dicendo, in modo tale da ‘tenere a bada’ i clienti sottopostigli. Avrebbe – in sintesi – volontariamente trascurato chi, invece, necessitava delle sue cure.    

Ora, l’accusa è di abbandono di incapaci e rifiuto continuato di atti d’ufficio, per una condanna che vale tre anni e due mesi (contro i 3 anni e mezzo preventivati dall’accusa).

Dunque, al termine del processo, i Giudici della prima sezione penale del Tribunale avrebbero, in buona parte, accolto le richieste del P.M. Pare che l’eminente dottore – tra i diversi reati – non abbia, ad esempio, risposto alle infinite chiamate di una paziente schizofrenica (la donna avrebbe provato a cercarlo per ben 36 volte, inutilmente). Risultato: due tentativi di suicidio, a seguito della mancata risposta. L’ultimo, con evidenti ferite riportate. E, ovvio, tra le varie contestazioni, soprattutto i metodi utilizzati nei confronti dei suoi assistiti, alquanto discutibili.

Già in sede di indagine, il medico era stato interdetto dalla professione per un anno e l’Ats si era costituita parte civile, assieme ad una tra le numerose vittime, che dovrà essere risarcita con una provvisionale di 50 mila euro. Atto dovuto, i Giudici hanno anche disposto l’interdizione dalla professione, per due anni e otto mesi.

Si è chiarito che il dottor Loria non è un assenteista e non ha truffato l’Ats“, sottolineano i difensori, Carlo Murtas e Patrizio Rovelli. “È stato assolto da due tra i reati più gravi e sono cadute anche le accuse di aver utilizzato protocolli terapeutici non idonei. In ordine, infine, all’episodio per cui il dottor Loria è stato condannato, va sottolineato che la persona offesa coinvolta non è mai stata esaminata, nel corso dell’intero procedimento. Proporremo appello, muovendo proprio da questa grave violazione delle regole del giusto processo“.

E il gioco delle parti continua…

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