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Quella sensazione di benessere ereditata dal blu

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Potenza dei colori, se ne parla spesso. Ma, se finora ci siamo attenuti alla considerazione che gli spazi green influiscono sul benessere della popolazione, adesso spunta una novità. Sono innumerevoli – pare – i benefici che si ricavano dal vivere in zone blu, quelle, in partica, in prossimità dell’all’acqua: coste, laghi, fiumi e canali.

E’ il risultato di uno studio, condotto da cinque ricercatori dell’Università di Glasgow, “Meccanismo dell’impatto degli spazi blu sulla salute umana“, che analizza, secondo un criterio anche meramente statistico, come vivere vicino alla tinta in questione sia benefico, non soltanto come contromossa all’inquinamento atmosferico.

Del resto ce lo insegna la storia. Assiri e Babilonesi edificarono le loro società a due passi dal Tigri e dall’Eufrate. Gli Egizi puntarono tutto sul Nilo. Ce lo ribadisce il Feng Shui, che vuole la tonalità, ideale nell’arredo della camera da letto.

A quanto pare, infatti, il blu agisce come una sorta di molla, ad intensificare sia l’attività fisica, sia l’interazione sociale. Quanti trascorrono il proprio tempo vicino all’acqua sono sottoposti ad un minor rischio di morte prematura – zero stress o depressione riducono il rischio di malattie cardiovascolari – e corrono una minore possibilità di avvicinamento all’obesità, poiché perennemente in movimento. Stabilendo, oltretutto, maggiori interazioni sociali.

Quelli che comunemente vengono denominati spazi blu costituiscono, in effetti, “preziosi servizi eco-sistemici. Hanno un ruolo sia estetico sia ecologico e possono essere utilizzati per la regolazione del microclima urbano“. 

Ad oggi, si legge nel rapporto, “pochi studi distinguono tra spazi verdi e blu, poiché quest’ultimo è spesso trattato come una componente intrinseca dei parchi e degli ambienti naturali. Tuttavia, si tratta di entità indipendenti, da considerare separatamente e non solo come una sottocategoria dei primi“.

Hong Kong

Più in generale, i dati statistici confermano che sovraffollamento, inquinamento, violenza urbana e la mancanza di una rete sociale rappresentano tutti fattori che contribuiscono all’insorgenza di un certo tipo di disturbi. Di conseguenza, gli ambienti naturali rappresentano – al riguardo – una enorme risorsa: la vicinanza con la natura rende le persone meno schizofreniche, migliorandone umore e stato di salute.

Analisi, confermata anche da una serie di esami svolti tramite il procedimento della realtà virtuale. E, persino chi studia urbanistica, lo sa bene. In epoca Vittoriana, nel Regno Unito, i canali rappresentavano una vera e propria risorsa economica. Agevolavano il commercio e, nel contempo, facilitavano gli spostamenti.

Birmingham

C’è ancora un’enorme rete di queste vie d’acqua in molte città del Regno Unito, ma pochissime di esse sono in uso“, rendono noto gli esperti.

Ad esempio, esistono più canali a Birmingham che a Venezia. Ma l’accesso è spesso bloccato da edifici troppo alti o recinzioni e non sono sfruttati a pieno. Anzi, se abbandonati, sono fonte di inquinamento. Non a caso, in numerose regioni della Gran Bretagna, a cominciare dalla Scozia, è in atto un prosperoso disegno di riqualifica.

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