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Entri, soggiorni, compri… e il Paradiso è tuo

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Quando si dice che ‘la pubblicità è l’anima del commercio‘. Niente di più vero, se ci si trova immersi tra gli ambienti della prima suite in Europa, completamente shoppable. La libreria Infinito di Franco Albini e la seduta Leggera di Gio Ponti; il vaso Rocchetto di Ettore Sotsass e il centrotavola Putrella di Enzo Mari. E, ancora, la lampada Atollo di Vico Magistretti e i sofà Tender di Patricia Urquiola… ogni particolare, in quel della Penthouse Suite de Il Sereno Lago di Como, non solo ha una sua storia da raccontare, ma è in vendita.

La struttura, progettata dall’architetto Patricia Urquiola e dall’hotelier Luis Contreras, è considerata alla guisa di Mecca del lusso contemporaneo. Nevvero, ogni stanza è una suite e, se il ristorante porta la firma dello chef stellato Andrea Berton, la piscina, a sfioro, è sospesa sul lago, simbolo di un turismo che non si è mai spento.

Ebbene, un soggiorno già di per sé ‘al quadrato’, sa rendersi, per l’occasione, addirittura cubitale. Questo, grazie, come accennato, alla possibilità di impossessarsi di quei pezzi unici, ambiti, arredi presenti ma pronti a trasferirsi. Mercenari, potremmo definirli così e capaci di far gola a molti. Oggetti, che popolano gli interni, ispirandosi al glamour italiano del dopoguerra, a La Dolce Vita, ai designer più accreditati e alle eccellenze comasche della seta. Un concept, che rappresenta anche un aperto omaggio al territorio in cui si erge. A cominciare dai materiali: i soffitti sono in legno di noce Canaletto; i muri in pietra Verde Alpi; i pavimenti, in pietra locale Ceppo di Gre.

È difficile esprimere a parole l’entusiasmo di presentare la nuova Penthouse, dopo 5 anni. È stata una vera e propria sfida, avvincente come quelle in cui si vuole superare se stessi. Siamo molto soddisfatti del risultato finale, sontuoso e al tempo stesso caratterizzato dall’equilibrio degli elementi e dalla semplicità concettuale”. Parola di chi, l’ambizioso progetto, l’ha pianificato e definito, in ogni dettaglio.

Un perimetro di 150 metri quadri (di cui 30 di terrazza e 50 di giardino), un ampio soggiorno, sala da pranzo, due bagni e una camera da letto, tanta magnificenza è incorniciata dal lago, dalle montagne, e dal muro green vivente, che germoglia sulla facciata, creato dal botanico francese Patrick Blanc. Fuori Como, a perdifiato. Dentro, tessuti e stampe, a tessere le lodi dell’operato di chi, dopo che Marco Polo le ha introdotte dalla Cina, la ha sapute amare e valorizzare.

Insomma, qui c’è tutto e tutto è da portar via, accanto ai ricordi, cimelio di un vissuto regale, non tanto per i manufatti in sé, quanto piuttosto per l’esperienza tutta. Completa, avvolta in un tempo che, quasi, non c’è. A ricordarci l’hic et nunc, l’ultimo sbuffo di semifreddo, fragoline di bosco e pistacchi salati… che quello, bisogna consumarlo al momento.

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