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Dad: tutte le novità sul piano di lavoro per settembre

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Lezioni, da svolgere in presenza. La vera sfida di settembre è questa ed è già che bussa, appostata dietro la porta. Dunque, la raccomandazione – non obbligo, sia chiaro – a docenti e personale a vaccinarsi; la promozione dell’immunizzazione, per gli studenti dai 12 anni; la necessità – dove non si possa mantenere il distanziamento – delle mascherine in classe, nonché regole meno stringenti sulle stoviglie monouso, a mensa.

Niente ‘quarantena alla francese’. La possibilità, cioè, se un alunno è positivo, di mantenere in presenza i compagni vaccinati e mettere in Dad gli altri. Mentre sono previsti 450 milioni di euro, a favore del trasporto pubblico scolastico. Eccole, in sintesi, raccontate, le 18 pagine, basate sulle valutazioni del Cts, su cui – stando al Ministero dell’Istruzione – potranno verificarsi ‘solo’ piccole limature.

Fanno parte, tutte, del ‘pacchetto scuola‘. Del resto, è lo stesso Ministro Speranza a ribadire che “nel personale scolastico, l′85% ha ricevuto almeno una dose. Vogliamo che questa cifra cresca, in maniera significativa“. E, se la presentazione del piano alla Conferenza Stato-Regioni è, per ora, slittata, le reazioni di settore si enunciano, al momento, piuttosto tiepide.

Dopo tanti proclami, si prende tempo e si rinviano le scelte“, protesta Antonello Giannelli, capo dell’Associazione Nazionale Presidi. “Non è possibile decidere ad agosto, a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico. Diciamo da tempo che è tardi, per gli Istituti e per le famiglie” E si suggerisce, neppure troppo laconicamente, la vaccinazione per tutti i ragazzi.

In quanto, poi, al concetto – centrale – delle lezioni da tenere in presenza, è Mario Rusconi, a sovrintendenza dell’Associazione, Presidi Lazio, a mettere le cose in chiaro: “E’ un obiettivo raggiungibile, solo eliminando il distanziamento. Altrimenti, nei licei, la quota di Dad sarà elevata“. Occorrerebbero – si prosegue – almeno 15mila aule aggiuntive, impossibili da reperire. Quanto alla Dad per i non vaccinati, “dubito – fa sapere sempre Rusconi – che questa regola entrerà in vigore. Capiamo le difficoltà politiche del Governo, ma creerebbe enormi problemi organizzativi e porterebbe il rischio di ricorsi. E’ un tema molto divisivo“.

Tutti d’accordo sull’idea che fare scuola in classe è importante, per “garantire lo sviluppo della personalità e della socialità degli studenti, provati dal lungo periodo di limitazione delle interazioni e dei contatti sociali“. Dunque, ”laddove non sia possibile mantenere il distanziamento“, restano importanti le mascherine in aula (sopra i 6 anni di età). Il resto lo si è, in buona parte, illustrato.

Confermate le norme sul tracciamento dei sospetti casi positivi e la figura del Referente Covid. Va poi mantenuto il rispetto delle ordinarie misure di areazione dei locali e della pulizia quotidiana, “accurata e ripetuta“, di tutti gli ambienti. Si specifica, altresì che, in caso di positività, la sanificazione va effettuata direttamente dal personale della scuola, già impiegato nei lavori ordinari.

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