‘Alziamo gli occhi!’ e godiamoci Parigi

‘Alziamo gli occhi!’ e godiamoci Parigi

Appuntamento presso Rue des Abbesses, ai piedi della collina di Montmartre. Ogni due settimane – per non dare esagerata noia al vicinato – da circa un anno, alle 20.30 di ogni weekend, al secondo piano del civico 30 si affacciano, inguainate nelle loro ‘tenute da esibizione’, Dalida, Charles Aznavour, Beyoncé, Lady Gaga, Cher, Liza Minelli, Freddie Mercury, Donna Summer o Johnny Hallyday.

Sì, insomma, ce n’è per tutti i gusti, purché di musica si tratti, da quella più comunemente Francese all’Internazionale.

Dalle 5 finestre, caratterizzate dagli infissi in argento, sbucano parrucche bionde e brune, abiti da sirena, paillettes, piume di struzzo, pantaloni attillati di pelle nera e bretelle di cuoio, su muscolosi toraci nudi.

Il che, incuriosisce e alimenta il fermento.

Così, gli spettatori, assiepati sui marciapiedi, oppure accomodati ai tavolini dei bistrot dirimpetto cantano e ballano pure loro. Schiere di volontari – con indosso allusivi gilet rosa – distribuiscono mascherine, vigilano sulle distanze di sicurezza e aiutano le auto a fendere la folla.

E’ a questo punto che monumentali Drag queenin corsetto e orecchini di strass, pendenti su spalle da nuotatore, iniziano a pattugliare, ancheggiando, la strada, per evitare incursioni improvvise nel palazzo e raccogliere le offerte, nelle rispettive bombette.

Saltimbanchi, di ‘quelli che non ne esistono più…Una troupe teatrale Très Mixity di attori, musicisti, trasformisti e quant’altro, stanchi di assistere allo smarrimento dell’anima del quartiere Pigalle. Tuttora, dopo un anno e mezzo, il Moulin Rouge attende impaziente di riaprire i battenti. Au revoir, care vedette del french Can can. “Così, una sera della scorsa estate, con un amico, abbiamo messo la musica e iniziato a ballare, per un paio di minuti. I passanti si fermavano, alzavano lo sguardo, fotografavano, applaudivano. Ho chiamato i miei artisti e la volta dopo eravamo in cinque a offrire uno spettacolo gratuito di un’ora, al pubblico“. Che volete farci, manie da artisti…

Era accaduto qualcosa di simile anche all’affaccio dei balconi italiani. Ma qui si tratta di vere e proprie metamorfosi, ricche di un guardaroba di costumi da Diva e di scarpe, con tanto di tacco a spillo. Oltre alle voci, perfette riproduzioni delle originali.

Alla seconda replica, raccontano i protagonisti, è arrivata la polizia: “ma la nostra iniziativa è piaciuta al Sindaco del XVIII arrondissement e abbiamo ottenuto subito le autorizzazioni necessarie. Adesso sogno che la sindaca, Anne Hidalgo, ci permetta di esibirci dalle finestre dell’Hotel de Ville“.

Intanto, la vicina di ballatoio ha messo a disposizione le sue, ben tre, ampliando, in tal maniera, lo spazio riservato al palcoscenico. Così pure è lievitato il numero dei cabarettisti, convocati in scena.

Levez les yeux! – alzate gli occhi! – il nome riservato alla performance, tra gli inviti serali più attesi della notte Parigina, con la benedizione persino del parroco di Saint Jean de Montmartre, la chiesa situata sulla piazza accanto. “Ci ha detto: mi sembrate angeli che appaiono alle finestre“.

E forse, in questo infinito buio dei sensi, un pochino lo sono…

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