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Non limitatevi a chiamarlo orologio

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Una vera e propria rarità. Così, e non altrimenti, dobbiamo considerarlo, dal momento che un Rolex “Deep Sea Special” del 1965 è un oggetto, praticamente introvabile. Per questo l’asta Phillips di novembre, in quel di Ginevra, potrebbe segnare obiettivi, del tutto inattesi. Giacché i Rolex subacquei d’epoca non sono quasi mai venduti al pubblico. Rimangono, più che altro, esposti nei musei del mondo.

Fatto sta, la valutazione della casa d’aste – tra gli 1,3 e i 2,6 milioni di dollari – potrebbe facilmente venire polverizzata. Anche perché stiamo parlando di un esemplare assolutamente unico.

Il modello in questione è stato testato dall’oceanografo Jacques Piccard che, addirittura, ha contribuito, nel ruolo di diretto partecipe alla realizzazione. Punta di diamante, un cristallo bombato, in grado di resistere alla pressione dell’acqua. Bombatura che, ad oggi, tra l’altro, ne rappresenta il segno distintivo.

Durante le sue immersioni, Piccard arrivò a 10 mila metri sotto il livello del mare, in un lungo periodo di test, che va dal 1953, fino al 1960. Il che, già di per sé, racconta molto… Uno tra i diversi pezzi è tuttora custodito ed esposto presso lo Smithsonian Institute, a Washington.

Nessuno si aspetta il bilancio del Rolex Daytona di Paul Newman. Dodici minuti di offerte frenetiche e una telefonata, quella di un anonimo proprietario che se l’è aggiudicato, per la cospicua cifra di 15 milioni e 300 mila euro. Tuttavia, il prezioso gioiello potrebbe stabilire il suo record di settore. E, all’evento, manca davvero poco…

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