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Quarta Ondata? L’Italia si prepara così…

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Ed ecco che ci risiamo. Nel senso che, ad un passo dalle Festività, si ripropone – abitudine che vorremmo perdere quanto prima – il quesito delle eventuali ‘misure difensive‘. Le conosciamo bene, oramai. Perché il Covid è sempre lì. Dunque, con i contagi in aumento, la stagione invernale alle porte e quanto sopra, il Cts, la struttura commissariale del generale Figliuolo e il Ministero della Salute sono entrati in allerta, nell’idea di muoversi in anticipo. Nessun allarme, sia chiaro, giacché terapie intensive e ricoveri ordinari sono, ad ora, sotto controllo; ma un occhio di riguardo, quello sì.

Pertanto, in settimana ci si riunirà per decretare l’ok all’estensione della terza dose a tutti gli over 50 e, con essi, le fasce di popolazione più fragili, i sanitari e quanti hanno rapporti con il pubblico come, ad esempio, gli insegnanti.

Tra le ipotesi, quella di imporre la quarantena a chi arriva in Italia dai Paesi dell’Europa dell’Est, Bulgaria e Romania in testa. D’altronde, nei luoghi citati i numeri dei nuovi casi sono altissimi e la percentuale dei vaccinati, in proporzione, esageratamente limitata.

Così, pure, dall’Iss e dal Ministero della Salute giunge sempre più insistente il messaggio che, non appena l’Ema avrà approvato il vaccino per la fascia 5-11 anni, si dovrà procedere spediti. Non solo. Lo stato di emergenza, in scadenza il 31 dicembre, potrebbe essere prorogato, per far fronte ad una possibile nuova ondata. Manovra, quest’ultima che non trova certo tutti d’accordo, ma tant’è.

L’estensione temporale dell’obbligo di Green Pass al lavoro e nei servizi come ristoranti, cinema. teatri… è, poi, un’altra tra le decisioni in considerazione, visto pure l’arrivo della stagione invernale, a maggior carico di rischio. Obbligo, d’altra parte che, per il momento, scade il 31 gennaio, ma è già stata avanzata l’ipotesi di proroga fino a marzo o, addirittura, fino all’estate.

Rimane in piedi il sistema dei colori per le Regioni. Al momento l’Italia è tutta bianca, ma c’è chi – a partire dal Friuli Venezia Giulia – potrebbe virare verso il giallo. E si provvede, pure, nonostante la condizione di momentanea calma, all’aumento della quantità dei letti nei reparti di pneumologia. In alcune città, vd. Bergamo, sono stati riaperti gli hub vaccinali, mentre si fa sempre più concreta la voce riguardo all‘istruzione di zone rosse limitate, laddove si riscontrassero cluster estesi.

Non è percorribile, invece e qui chiudiamo – alla stregua dell’Austria, la soluzione del lockdown, solo per i non vaccinati. “Sia in termini concreti operativi sia per quanto riguarda la compatibilità con i diritti costituzionali risulta alquanto problematica“, fanno sapere da Consiglio Superiore della Sanità. Non proponibile, dunque, nel nostro Paese.

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