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Non fermiamoci a lenticchie e Cotechino…

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Dal Cenone di San Silvestro alla tavolata di inizio anno, in vena di Feste è un florilegio di portate, che si alternano e si susseguono nelle case (che andare al ristorante, di questi tempi, si è reso ardimentoso) di tutti gli Italiani. Per chi è digiuno di idee, quindi, o per chi intende rimanere ancorato alla tradizione, vi proponiamo un breve excursus tra le abitudini consolidate di questi giorni, nella speranza di potervi essere, anche di poco, d’aiuto…

Il Classico per eccellenza

Considerate fin dai tempi degli antichi Romani sinonimo di prosperità e fortuna (soprattutto per la loro somiglianza con le monete), le lenticchie rimangono un sempreverde, comunque la si voglia vedere. Dunque, la preparazione più rinomata rimane quella in umido. Dopo averle tenute a bagno per un’intera nottata, basta cuocerle per una quarantina di minuti in una casseruola, accompagnate da un soffritto di cipolla, sedano e una carota tritate, oltre ad un poco di concentrato o di passata di pomodoro. Da servire ancora calde, con l’aggiunta di sale, un filo d’olio e pepe. Il contorno per antonomasia, per un altro piatto intramontabile: il Cotechino, che va ad alternarsi, in taluni casi, al cugino, altrettanto famoso, originario di Modena, ossia lo Zampone. D’obbligo, da presentare, entrambi, come seconda portata, in occasione del primo gennaio o, ancor meglio, da servire durante il Cenone, allo scoccare della mezzanotte, vicino, ovviamente, ad un bel calice di bollicine.

I tradizionali… per San Silvestro

Ogni regione è ancorata alle sue abitudini, che stentano a naufragare. Esistono, tuttavia, una serie di punti in comune, capaci di colmare le distanze e legare ad un unico filo i comportamenti alimentari dell’intero Stivale. E’ difficile, ad esempio, immaginare un antipasto di Capodanno, privo di formaggi o di verdure. E se, nelle zone delle Sud Italia, sono imprescindibili i latticini, dalle mozzarelle alla ricotta, ad altre latitudini sono le patate, in diverse forme e cotture, a rappresentare un vero e proprio must. In linea generica, rimangono sempre di gran lustro antipasti con formaggi misti e salumi, olive e bruschette. Il primo, non può invece prescindere dal profumo di salsedine. Pertanto, largo a spaghetti o risotto ai frutti di mare, che rappresentano la soluzione più diffusa. Eppure, in ugual maniera, cappelletti, agnolotti, anolini o tortellini in brodo non sono certo, nella medesima ricorrenza, di meno valore. Per quanto riguarda i secondi, via libera, anche qui, a pesci o carni. Dal polpo al baccalà, dall’arrosto alla salsiccia… non si sbaglia mai. Ci sono, poi, al di là della frutta secca, i cibi portafortuna: la melagrana, per dirne una, oppure l’uva. Infine, a chiusura, i dolci: Panettone, Pandoro, Cantucci, Zuccotto, conosciutissimi… ma, in certi casi, va bene anche una semplice – si fa per dire – Torta, con pere e cioccolato.

Il primo di Gennaio

Il giorno dopo, non resta che depurarsi, in seguito ai bagordi della notte più interminabile dell’anno. Facciamo spazio, allora, come si diceva, alle verdure, come cime di rapa, cicoria e bietole, bollite e servite con un abbondante filo d’olio d’oliva in primo piano. Non dimentichiamo, tuttavia, di abbinarci, secondo gli usi e costumi del Sud, tutta una serie di prelibatezze fritte, che vanno dai panzerotti al calzone ripieno. Il primo è, invece, tradizionalmente a base di ragù. Lasagne, tagliatelle o pasta fresca fa poca differenza. Scaloppine, crudo di mare (immancabili le ostriche), salmone, frittura, ma anche Capitone, agnello e manzo sono i punti di riferimento, per quanto attiene al secondo. Seguono, nuovamente, la frutta secca e poi la frutta, con menzione speciale ad arance e mandarini… e all’ananas, alimento, come risaputo, depurativo e digestivo. In conclusione, la scelta si ripartisce, in genere, fra Torta ricotta e mele, fichi secchi, con il cioccolato o con le mandorle, l’immancabile Torrone, Pandoro e/o Panettone…

…e Buon 2022!

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