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Rivoluzionaria Carmen… o forse no!

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Maternità… ah, saperlo prima. O magari no. Magari c’è chi decide lì per lì. Chi lo preventiva, addirittura senza bisogno di un uomo.

Così è, stando al racconto della cronaca, per Carmen Consoli che, di recente, ha voluto mettere a nudo alcuni aspetti poco noti e piuttosto intimi del proprio stato di mamma. Il figlio, Carlo Giuseppe, ha 8 anni e di suo padre, pubblicamente, non è dato sapere. Ebbene, la Cantantessa – così come la conosciamo – ha raccontato i dettagli di una scelta, libera e coraggiosa, svelando al Corriere della sera importanti retroscena di una decisione che, oramai, la riguarda da 9 anni.

Parlare di fecondazione assistita non è certo una novità, ma è interessante leggere il modo in cui la ‘nostra’ si racconta. “Ho eseguito l’intervento a Londra, proprio perché c’è la possibilità di poter far conoscere a questi bambini il proprio padre. Quando lui avrà quindici anni, per legge, conoscerà, se vorrà, il suo papà. Al momento, non è intenzionato“. Però! Ci viene da esclamare. E già potremmo interromperci qui.

Io ho cercato di mandare una lettera, per anticipare questo momento perché, chiunque sia questo padre a cui sono molto grata, secondo me, gioirebbe nel vedere un bambino così“, prosegue. Facendo intendere che non intende precludere alla propria prole alcuna possibilità.

Una risoluzione generosa, grande pure più di un bimbo che, ancora, attende di fare i conti con le rispettive paure. Teme, infatti, “che qualcuno occupi il letto grande che ora divide con me. Mi ha detto, però, una cosa molto importante: potresti traumatizzarmi“. Dunque, l’amore richiede rispetto… e tempo. E così sia.

Leggendo la storia a ritroso, Carmen ha scelto – fatto ancor più sconvolgente – il padre di suo figlio, in maniera quasi scientifica. “Ho avuto una lista, innanzitutto, di donatori compatibili. Io sono zero negativo, per cui è molto complicata la combinazione, anche dal punto di vista biologico. C’erano delle caratteristiche nella sua scheda: gli piace la musica, ha un diploma in pianoforte, ama Bach, Mozart e Beethoven. Lui è medico, studia la filosofia, non è religioso, ma ama la filosofia orientale“. Un Curriculum, che deve aver impressionato la cantautrice. Tant’è. La combine è avvenuta e senza traumi: “è il tipo di persona che, forse, avrei voluto incontrare nella vita“.

Non è escluso che ciò non accada. Lo lasciano desumere una curiosità fertile e un carattere risoluto.

Oggi, Carmen Consoli e suo figlio sono straordinariamente legati, un sentimento nato nell’esatto momento in cui Carlo Giuseppe è venuto al mondo: “La prima sensazione, quando l’ho visto, è stata l’amore più grande che il mio cuore potesse provare e persino immaginare. Non credevo di essere in grado di provare un amore così totale“.

Domani chissà. Ma qualcosa ci fa presagire che sarà un’altra bella storia da raccontare. Anzi, da poetizzare, attraverso la musica….

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