Lilo e Stitch: si prepara il film e già montano le polemiche…

Lilo e Stitch: si prepara il film e già montano le polemiche…

Chi di noi, tra gli appassionati dei cartoon firmati Disney, non ricorda Lilo & Stitch. Magari non si tratta di un classico dal momento che, in quanto ad età, può ritenersi piuttosto giovane (è datato 2002); eppure, è sempre facile affezionarsi a personaggi, creati apposta per piacere a grandi e piccini, curati nel dettaglio e simpatici, oltremisura.

Ebbene, è tempo di remake, anche in questo caso e, ne siamo consapevoli, non si tratta certo di una prima volta. Ma… c’è un ma, poiché la pellicola, nella circostanza specifica, si trascina appresso più di un malcontento. Sarà che la versione live action non potrà mai eguagliare i disegni che abbiamo tanto amato; sarà che l’infanzia è in cima, nella lista delle nostre priorità; sarà che i temi trattai riguardano questioni delicate: si parla di razzismo, diversity, inclusione. Fatto sta, anche nell’occasione che ci riguarda si chiacchiera e non sempre di buon arbitrio.

LA TRAMA

Dunque, il cartone – nel dettaglio – racconta del rapporto di amicizia tra una bambina di nome Lilo e un alieno, Stitch, appunto. Celebra – per chi non lo ricordasse – la cultura hawaiana e il concetto di ohana, vale a dire di famiglia, intesa in senso allargato. Quanto al film, la regia è stata affidata a Dean Fleischer Camp e, oramai in fase di progettazione, una volta terminate le riprese, sbarcherà su Disney+. Sono stati resi noti, ovviamente, anche i nomi di quanti faranno parte del cast. Tra questi, Maia Kealoha, giovane attrice esordiente, che interpreterà Lilo; mentre Stitch sarà realizzato in CGI.

QUEL CHE PROPRIO NON CONVINCE

A far montare la polemica, tuttavia, è stata – è qui sta il nocciolo della questione – la scelta di Sydney Elizabeth Agudong, nel ruolo di Nani, sorella maggiore di Lilo. Stando ai fans, l’attrice – di origini comunque hawaiane – presenterebbe tratti troppo occidentali e un incarnato… chiaro. “Il conflitto che si verifica in Lilo & Stitch, riguardante lo stato colonialista che tenta di separare questa minuscola famiglia hawaiana nativa ‘distrutta’, è reso più evidente dal fatto che, entrambe, sono ragazze dalla pelle scura. Scegliere un’hawaiana dalla pelle più chiara per interpretare Nani interferisce con tutto questo“. Così, almeno, commentano gli utenti.

SPIACEVOLI PRECEDENTI

Il problema, secondo altri, che va ben più a fondo, è la tendenza della Casa di produzione ad occidentalizzare i propri personaggi, come se, in tal maniera, potessero riscuotere un successo maggiore. Un dibattito simile – ad esempio – era sorto dopo aver selezionato, per il ruolo di Jasmine nel remake di Aladdin, Naomi Scott, britannica birazziale, di origini indiane. Persino Tiana, prima principessa nera della storia Disney protagonista de La principessa e il ranocchioera stata ritratta con pelle diafana e tratti europei, nella versione inedita di Ralph Spaccatutto, spingendo ad una serie di proteste.

Smettetela di glorificare gli standard di bellezza eurocentrici“, si twitta. Date… a Cesare quel che è di Cesare e “agli isolani del Pacifico dalla pelle più scura, la visibilità che meritano“.

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