‘Ci eravamo tanto amati’…
Sono bastati due post su X (i tweet, oramai, non rappresentano altro che un antico ricordo) ed Elon Musk ha fatto la sua mossa. Alla faccia del bipolarismo ‘quasi’ perfetto, si è assunto il carico – difatti – di lanciare un nuovo partito. Un terzo polo che, stando alle aspettative del Tycoon, andrebbe a rosicchiare voti dal Partito Democratico e dal Repubblicano.

Un progetto, di cui – tra l’altro – aveva già fatto cenno in precedenza e che trova le sue basi… in un sondaggio. Potenza dei follower, tant’è. Come d’abitudine, Musk ha domandato ai suoi ‘proseliti’ se intendessero abdicare al sistema politico attuale, per ripiegare su uno differente e più ampio e, a quanto pare, il 65% degli interpellati ha risposto che sì, sarebbe stato disposto.
Fatto sta, nel giro di nemmeno 24 ore, è venuto al mondo America Party: “Oggi nasce America Party, per restituirvi la libertà”. Annuncio, in immediato rimando alla rottura con Trump.
Programma alla mano, le priorità sono presto dette: ridurre il debito, solo spese responsabili; modernizzare l’esercito con l’intelligenza artificiale e la robotica; pro tech, accelerare per vincere con l’intelligenza artificiale; meno regolamentazione in generale ma soprattutto nel settore energetico; libertà di parola; pro natalità.
Qualche precedente? Degno di memoria, nella storia della presidenziali statunitensi, il risultato portato a casa – nel 1992 – da Ross Perot che, con il suo Reform Party, aveva ottenuto il 19% del voto popolare. Vinse, tuttavia, Bill Clinton con il Partito Democratico; mentre il candidato del Partito Repubblicano era il presidente uscente George H. W. Bush.
Il motivo di un così scarso engagment sta, con tutta probabilità, nel sistema elettorale statunitense. Premesso il valore, assai relativo, del voto popolare, è necessario presentare la personale idea in tutti i 50 Stati della Federazione, lavorando – al contempo – sui collegi e, soprattutto, sapendosi districare nel traffico infinito delle piccole e grandi norme relative ad ogni Stato. Tutto ciò, senza contare il fatto che il Patron di Tesla, nato in Sudafrica e di madre canadese, secondo le leggi attuali, non possiederebbe i requisiti necessari per sedersi allo scranno della Casa Bianca.
La soluzione? Semplice, rifarsi… ai Classici!
“Il modo in cui intendiamo rompere il sistema monopartitico è una variante della tattica con cui Epaminonda distrusse il mito dell’invincibilità spartana nella battaglia di Leuttra: una forza estremamente concentrata, in un punto preciso del campo di battaglia“.
Secondo le ricostruzioni storiche, Epaminonda uscì vincitore dal celebre duello, grazie alla tecnica della falange obliqua, una strategia bellica che prevede di ammassare le truppe da una parte del fronte, per rompere la linea degli avversari. Una volta creata una breccia, si parte all’attacco del resto dello schieramento. Del resto: “Il popolo ha parlato. In America serve un nuovo partito politico che rappresenti l’80% della popolazione! E esattamente l’80% delle persone è d’accordo“.
Al momento, non è chiaro se il tutto si riduca ad una butade e o se le intenzioni siano serie. Fatto sta, la separazione con l’attuale Presidente pare, a tutti gli effetti, definitiva. Lo scontro, nato dopo le critiche alla legge di bilancio varata dall’Amministrazione americana, è culminata con la minaccia di Trump di stracciare i contratti governativi e l’accusa, da parte di Musk, secondo cui l’inquilino della Casa Bianca sarebbe all’interno degli Epstein files.
Per ora e ciò nonostante, la decisione di esautorare Musk dai fondi di cui le sue Aziende beneficiano dal Governo non è ancora stata presa. “Riesamineremo tutto, sono un sacco di soldi“, ha dichiarato il Capo di Stato. “Sono un sacco di sussidi, dobbiamo dare un’occhiata e faremo quello che è giusto, per lui e per il Paese“, ha aggiunto. Poi, incalzato dalle domande in merito al rapporto con il miliardario, “onestamente, non ci ho pensato. Sono stato impegnato ad occuparmi di Russia, Cina e Iran“, ha risposto, diplomaticamente, augurandogli – comunque – “il meglio“.
Intanto, dopo la lite tra i due, diversi esponenti della Silicon Valley temono di rimanere tagliati fuori dai giochi…
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