E fu così che arrivò Zio Vanja…

E fu così che arrivò Zio Vanja…

By By McDonald’s. Tra gli ultimi baluardi dell’apertura all’Occidente, il più celebre fast food che sia mai esistito ha preso – per dirla alla nostra – baracca e burattini e ha salutato la Russia. Un numero, in un insieme di altre Aziende, mosse a protesta, dopo l’invasione ucraina.

Tuttavia, storia ci insegna che, alla constatazione che ‘il Re è morto!‘ ne fa spesso seguito una seconda, vale a dire: ‘Viva il Re!‘. Ecco, allora, comparire, al posto delle insegne del rinomato marchio, delle nuove. Zio Vanja si è già tirato su le maniche ed è pronto a vendere hamburger preparati celermente, intenzionato a non far rimpiangere ‘quel che non c’è più’.

Il 12 marzo è stato depositato il marchio, una B gialla – nell’alfabeto cirillico corrisponde alla V di Vanja – su sfondo rosso. Ma basta inclinare l’immagine, per riportare alla mente gli indimenticabili archi dorati, made in U.S.A. Lo segnala il Washington Post, che sottolinea come nessun locale così targato sia stato ancora aperto, pur essendo, il piano, esplicito. Rilevare, cioè, la serie di noti ristoranti ormai chiusi, per assumerne l’eredità. E il nuovo nato si presenta ambizioso, tanto da rubare il nome alla celebre opera teatrale di Anton Cechov.

La notizia, d’altronde, era stata anticipata da Vyacheslav Volodin, presidente della Duma di Stato. “Hanno annunciato che stanno chiudendo. Bene, ok, chiudete“, ha tuonato. “Da domani, in quei luoghi, dovremmo avere Zio Vanja. I posti di lavoro devono essere preservati e i prezzi ridotti“. Una presa di posizione, sintetica e decisamente chiara.

La decisione fa parte del piano, approvato da Putin, per nazionalizzare le imprese di proprietà straniera che hanno lasciato il Paese. I funzionari hanno anche affermato che la Russia può ignorare i brevetti delle Nazioni che Mosca considera ostili. Tant’è.

È la fine di un’epoca. La storia ha compiuto un cerchio completo: dall’inaugurazione, nel 1990, alla chiusura, nel 2022, del McDonald’s, simbolo di quello che era un mondo aperto. La novità non era che ti davano un hamburger, ma che entravi in un ristorante e c’era cibo. Non dovevi corrompere il cameriere, per sederti. Il cameriere, addirittura, sorrideva; diceva ‘grazie’. Chiunque poteva entrare, pagare e avere il suo hamburger, perfettamente uguale agli altri“. Parole, a nostro dire, agghiaccianti, che girano la manovella all’indietro, in maniera vorticosa.

Dal canto suo, Chris Kempczinski, amministratore delegato di McDonald’s, ha avvertito i rispettivi dipendenti riguardo all’impossibilità di prevedere quando si potrà riaprire, in Russia: “Stiamo subendo interruzioni della nostra catena di approvvigionamento, insieme ad altri impatti operativi“. Beffa delle beffe, il 9% dei 23,2 miliardi di dollari di entrate dell’Impresa, lo scorso anno, proveniva proprio da Russia ed Ucraina. 

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