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Oritteropo: certo che tu… sei proprio… tu!

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Auguri auguri e rivolgiamoli allo Zoo di San Diego dove, il 10 maggio, è nato un cucciolo femmina di Oritteropo. Sarà allattato dalla madre, Zola, per circa sei mesi. Un evento eccezionale – o poco ci manca – dal momento che – in loco – si tratta della prima nascita di questa specie da quasi 40 anni.

Il piccolo, a cui ancora non è stato dato un nome, rimarrà fuori dalla vista dei visitatori per altri due mesi. Il tempo, in pratica, affinché si rafforzi il legame con la madre.

Originario dell’Africa subsahariana, questo mammifero notturno, di medie dimensioni, si distingue dagli altri insettivori per via del muso, decisamente lungo e dalle dimensioni tubolari, assai somigliante a quello di un maiale. E di quest’ultimo, a quanto si dice, ne possiede anche il prelibato sapore.

Ma torniamo a noi…

Evitando le pareti rocciose, si ciba di formiche e termiti, che dissotterra dai loro rifugi, per mezzo dei forti artigli affilati, per i quali si distingue. Non da meno le zampe, che adopera per scavare lunghe tane sotterranee, in cui vive e alleva i suoi cuccioli.

Per quanti non lo sapessero, appartiene alla famiglia degli afrotheri, clade che include anche elefanti, lamantini e iraci.

Tante tante curiosità…

Ebbene, nel folclore locale, l’animale in questione è ammirato per la diligente ricerca del cibo e per la reazione impavida agli attacchi delle formiche-soldato. In virtù di quanto detto, gli stregoni Haus sono soliti ricavare amuleti dal suo cuore, dalla sua pelle, dalla fronte e dalle unghie, che polverizzano, insieme alle radici di alcuni alberi.

Avvolto, poi, in un lembo di pelle e portato sul torace, il portafortuna di cui sopra conferirebbe, a chi lo indossa, la capacità di passare, di notte, fra tetti e muri. Si narra, pure, che sia utilizzato dagli svaligiatori e da coloro che vogliono, nottetempo, far visita a giovani donne, senza averne il permesso dai genitori.

Non solo. Presso alcune tribù: i Mangbetu, gli Ayanda e i Logo ne utilizzano i denti per fabbricare braccialetti, anch’essi di felice auspicio.

Alcuni sostengono che la specie sia stata fonte di ispirazione per la raffigurazione del Dio Egizio Seth. E, ancora, che il protagonista di Arthur, serie Tv animata per bambini, trasmessa in circa180 paesi, sia proprio un oritteropo.

Sempre in fatto di animazione, in The Ant and the Aardvark è presente un oritteropo blu che dà la caccia ostinata a una formica rossa. Stessa cosa avviene nel cartone La Pantera Rosa & Co..

Vogliamo andare oltre? Il caccia bombardiere supersonico F-111/FB-111 è stato soprannominato Aardvark per via del lungo muso. Vi dice niente? Nella Marina degli Stati Uniti, lo squadrone VF-114 fu soprannominato Aardvarks, pilotando F-4 e poi F-14. Indovinate chi ne era la mascotte!

Nel romanzo di Patrick O’Brian Verso Mauritius, Maturin disegna un oritteropo.

Anche Cerebus, personaggio principale di una lunga saga a fumetti, è un oritteropo e l’animale è presente persino nella rivisitazione, in chiave moderna, dell’Arca di Noè proposta nel libro The Animals Watched – an alphabet book di John Warren Stewig, pubblicato nel 2007.

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