‘Ditch the salt’. Vale a dire abbandona il sale e vivrai meglio

‘Ditch the salt’. Vale a dire abbandona il sale e vivrai meglio

Troppo sale: questo, almeno, è quanto emerge da una serie di indagini condotte sui comportamenti degli Italiani. Rispetto alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della Sanità, che indica come dose massima 5 grammi al giorno, c’è ancora tanta strada da fare e, benché nella Penisola se ne assuma meno che altrove, le quantità risultano ancora eccessive.

Il consumo medio quotidiano, nel periodo 2018-’19, stando ai dati – era pari a 9,5 grammi negli uomini e 7,2 grammi nelle donne. Un quadro migliorato dal lasso di tempo precedente, ma non ancora abbastanza. Il Ministero della Salute, a tal proposito, parla chiaro e lo ribadisce, in occasione della Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo alimentare di sale (15-21 maggio). 

L’appuntamento, promosso dalla World Action on Salt, Sugar and Health (Wassh), vede come prima missione “sensibilizzare i Governi sulla necessità di un’ampia strategia“. A Seguire: “incoraggiare le aziende alimentari a ridurre il sale nei loro prodotti“.

Del resto, ci ricordano gli esperti, un surplus di quantità fa salire la pressione arteriosa, aumentando – peraltro – il rischio di gravi malattie cardio-cerebrovascolari, come l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale. Tra le altre possibili patologie associate, anche tumori, in particolare allo stomaco, osteoporosi e malattie renali. 

Con un solo ‘pizzico’ in meno al giorno – insomma – si potrebbero prevenire una serie innumerevole di guai. Come? Attraverso 5 azioni concrete: usare erbe, spezie, aglio, peperoncino, erbe aromatiche e agrumi, per aggiungere sapore al cibo; scolare e risciacquare verdure e legumi in scatola e mangiare più frutta e verdura fresca; controllare le etichette prima di acquistare; ridurre gradualmente il sale nelle ricette preferite, consentendo alle papille gustative di adattarsi; non mettere a tavola salse salate, in modo che anche i più giovani della famiglia si abituino a non aggiungerne nelle pietanze. 

E’ fondamentale che aziende alimentari, istituzioni e cittadini proseguano l’impegno per la riformulazione dei prodotti alimentari e il minor ricorso all’utilizzo del sale in cucina e a tavola“. A tal fine, contribuiscono, già da tempo, il Programma ‘Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari‘ e il Piano Nazionale della Prevenzione.  

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