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Quella storia torbida dei micetti volatilizzati nel nulla…

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E dire che siamo vicini ad Halloween… ma questa è tutta un’altra storia. Tuttavia – neppure a farlo apposta – è di questi giorni il resoconto di una cronaca, dai risvolti inquietanti. Nello specifico: oltre cinquanta gatti – evidentemente prelevati dal calore domestico – risultano… scomparsi nel nulla.

È questo il bilancio il preoccupante fenomeno, che riguarda il comune di Lesignano de’ Bagni. Siamo – per chi non lo sapesse – nel Parmense, in una cittadina che potremmo definire tranquilla e ridente. Una come tante, che conta poco più di cinquemila abitanti. Un’isola protetta che, a quanto pare, tanto protetta non è, dal momento che, da quest’estate, si continuano a registrare fantomatiche sparizioni. Si tratta di animali, per lo più mici, che hanno lasciato talmente interdetti, da farne addirittura un caso.

Se ne è dato – pensate – financo corpo, il luogo della celebre trasmissione di Rai3: “Chi l’ha visto?”.

Questo è un territorio conosciuto per essere un gioiello, per le caratteristiche che ha e per le persone che vogliono godere del bello del territorio“, ha spiegato il sindaco Sabrina Alberini, vittima a sua volta dell’inspiegabile ripetizione di eventi. “Purtroppo, questo tipo di sparizioni ci fa preoccupare sotto molti aspetti: c’è qualcosa che non va“.

Le prime avvisaglie si sono registrate nel mese di maggio. Durante la notte, cortili, giardini, balconi hanno cominciato a venir depauperati dei propri… abitanti. Dunque, per conseguenza, ognuno si è attrezzato a suo modo: chi per mezzo di telecamere; chi, addirittura, è ricorso a veri e propri pedinamenti. Dipresso, la decisione di denunciare l’accaduto ai carabinieri, con allegata una lettera, rivolta al prefetto di Parma.

Non riusciamo ancora a venire a capo di questa situazione“, è il commento generale. “Possiamo fare solo ipotesi, supposizioni, perché la realtà non la conosciamo. Nel senso che non abbiamo avuto nessun tipo di riscontro. Questo fenomeno si era avuto anche nel 2016, quando era stata fermata una persona che ha subito una condanna. Si parla, ora, di messe nere, riti satanici, combattimenti per i cani, destinazione alimentare per altre culture. Le ipotesi sono diverse, ma non abbiamo ancora risposta“.

Nel 2016, il colpevole di quello che, a tutti gli effetti, rappresenta un reato penale, fu incastrato dalle immagini delle videocamere, ma è chiaro che, non essendo possibile tappezzarne il Paese (anche per una questione strettamente vincolata alla privacy), le risposte all’indagine rimangono tuttora frammentarie.

Il sindaco, dal canto suo, ha invitato i malcapitati a far sentire la propria voce quanto prima, giacché anche un semplice ritardo potrebbe pregiudicare le investigazioni. Ma, per dirla in gergo, si brancola ancora nel buio. E, intanto, benché avvenimenti del genere siano capitati anche in altre parti d’Italia, il caso di Legnano resta un Unicum. Inspiegabile, sinistro, irrisolto…

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