L’intramontabile odissea del Carnevale

L’intramontabile odissea del Carnevale

Un tripudio di colori, odori, sapori. La rivendicazione, pure, di tradizioni a rischio, negli ultimi anni, a causa del Covid. E invece… torna, più vivo che mai, il Carnevale a Venezia, attirando avventori, provenienti da ogni parte mondo. Sfilano, tutti, maschi e femmine, grandi e piccini, chi più chi meno, lungo le calli, rigorosamente mascherati.

UNA STORIA LONTANA LONTANA…

Un recupero quasi necessario, dal momento che si tratta di una festa millenaria. Pensate, la consuetudine del Volo dell’Angelo prese il via quando un acrobata turco raggiunse il Campanile di San Marco, camminando su una stretta corda, con il solo aiuto di un bilanciere. Avventura antichissima, datata, stando ai documenti ufficiali, 1094.

E c’è chi pensa che si debba risalire ancora più in là, al tempo in cui il rito ufficializzava l’arrivo della Primavera. Una valvola di sfogo, pure, per stemperare le tensioni sociali.

Per ben sei settimane, l’intera città si trasformava in un palco popolato da maschere, musicisti, giocolieri e acrobati. Si celavano i volti; si appiattivano, in egual misura, le differenze di classe, sesso, religione.

Una finestra ‘breve ma intensissima’ di eccezionale libertà, in cui era consentito persino prendersi gioco dell’autorità pubblica. Una forma, allo stesso modo, di guadagno, giacché il commercio delle maschere divenne importante, al punto tale da assurgere a mestiere. Artigiani specializzati si mettevano all’opera, nelle giornate prescelte, per dar prova delle loro personali attitudini.

Fra i travestimenti più ricorrenti, quello della Baùta, sorta di maschera bianca, incorniciata da un tricorno e un mantello nero. Fin qui, tutto perfetto, se non fosse che il mascheramento si tradusse nell’escamotage per ammantarsi di tutta una serie di intraducibili reati. L’eccesso di scippi e stupri condusse la situazione fuori controllo e indusse le Autorità ad introdurre seri divieti. Fu proibito circolare mascherati, nel corso delle ore notturne. Al fine di proteggere le religiose da eventuali molestie, venne negato l’accesso presso i luoghi di culto, con indosso una copertura.

Ancora, per evitare crisi matrimoniali, per le donne entrò in vigore il divieto di coprire il volto, quando si recavano a teatro.

L’INTERRUZIONE

Differente si rese il clima, alla caduta della Serenissima (1797). Con l’occupazione francese e austriaca, la ricorrenza venne abolita, nel timore che l’anonimato potesse agevolare atti sovversivi.

La festa popolare fu nuovamente reintrodotta, nel 1979, per volere di alcune Associazioni cittadine. Da allora, la manifestazione rappresenta un vero e proprio evento. L’opportunità, per i turisti, per assaggiare le leccornie tipiche: frittelle, galani, castagnole… preparati dai pasticceri più talentuosi della città. 11 giorni di bagordi, in tutto, con picco tra giovedì e martedì grasso.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…

Una curiosità, tra le numerose e più accreditate usanze. Ogni anno, vengono selezionate 12 tra le ragazze (Marie) più avvenenti e, in piazza San Marco, viene proclamata la più bella. La stagione successiva, la Maria vincitrice viene calata, travestita da angelo, dal Campanile di San Marco. Abitudine, questa, interrotta nel 1789, quando un acrobata perse la vita, cadendo nel vuoto. La versione moderna – ripristinata – si svolge, dunque, in totale sicurezza.

Un’ultima nota: l’edizione del 2017 fu particolarmente tesa, a causa dell’allerta terrorismo. I militari, al tempo, controllarono chiunque accedesse alla Piazza, imponendo di togliere la maschera.

La stagion del Carnevale
tutto il Mondo fa cambiar.
Chi sta bene e chi sta male
Carnevale fa rallegrar. (…)

(…) Chi ha denari se li spende;
chi non ne ha ne vuol trovar;
e s’impegna, e poi si vende,
per andarsi a sollazzar (…)

(…) Qua la moglie e là il marito,
ognuno va dove gli par;
ognun corre a qualche invito,
chi a giocare e chi a ballar
“.

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