Uomini: vanitosi o solo attenti alla cura di sé?

Uomini: vanitosi o solo attenti alla cura di sé?

Bellezza e tendenze per il futuro: questo è il tema. E, sondando i pareri di tutta Europa, la curiosità è quella di andare a vedere cosa succede, in particolare, dalle nostre parti.

Si parla, tanto per cominciare, di un assetto sempre più democratico e inclusivo del settore, scevro dall’appartenenza di genere. Il dominio femminile, in sintesi, ha lasciato definitivamente spazio anche all’interfacciarsi maschile, a dimostrazione di una virata culturale concreta. Grande attenzione è posta anche alla sostenibilità e ai prodotti naturali. Tuttavia, per il consumatore italiano è altrettanto importante il prezzo di ciò che acquista, ricercando principalmente la qualità nel mondo low cost, in linea con la volontà di mantenere buone abitudini di cura di sé, pur nel risparmio.

Così, i dati relativi al consumo riportano che l’89% degli uomini intervistati utilizza da uno fino a tre prodotti per la skincare quotidiana e più della metà, il 56%, ha cura della propria pelle, per migliorarne l’aspetto. Il 32%, nell’intento di risolvere una problematica specifica.

Leader, tra quel che è di maggiore utilizzo, la crema idratante (55%), seguita a ruota dal necessario per la rasatura. Il dopobarba rimane imprescindibile – 54% – ma interessanti risultano soprattutto i dati che riguardano l’uso del make-up.

Una fetta di pubblico sempre più vasta di uomini, si trucca tutti i giorni o, comunque, più volte la settimana. Addirittura, il 41% sceglie di farlo, in occasione di una serata tra amici. Il 39% per festeggiare occasioni speciali; il 25% anche per l’ufficio. Una rivoluzione, di fatto.

Se, poi, si analizza la questione nel dettaglio, si viene a scoprire che il 34% degli intervistati usa il maquillage per coprire macchie, cicatrici o imperfezioni e che il 29% lo sceglie – è qui viene il bello – per esprimere la propria personalità. Va da sé che il più utilizzato sia il correttore – 26% – seguito da spray fissante e fondotinta.

Dicevamo, poi, della sostenibilità. A tal proposito, le aziende devono mettere in campo tutta la loro arte, per soddisfare una richiesta sempre più esigente e attenta. Si alzano, così, gli standard, nella direzione del green.

Si va alla ricerca, per lo più, di prodotti organici, ottenuti da materiali riciclabili. Realizzati – 41% – con ingredienti di origine etica; laddove possibile, cruelty free. E, se il 33% già ha virato da tempo per questo tipo di scelta, il 59% dei presi in esame si dichiara disposto, qualora dovesse servire, anche a spendere di più. Si richiede, in generale, maggior trasparenza e c’è chi, ormai d’abitudine – il 24% dei consumatori – consulta l’etichetta.

Ancora, si spende in maniera oculata. Si compra meno e in modo mirato. L’81% si accontenta di meno di 50 euro al mese per la cura delle unghie, il 73% per quella del corpo, il 71% per il make up e l’equivalente, per quanto concerne i capelli. Infine, il 61% per la skincare. Va però evidenziato che il 58%, confronta i prezzi, prima di fare acquisti e che la stragrande maggioranza, il 76%, si rivolge a prodotti di largo consumo.

Lo scontro con la realtà e il budget a disposizione porta, dunque, alla ricerca di un compromesso. Specchio, quest’ultimo, di una situazione in cui le risorse economiche limitate impediscono di sostenere completamente l’evoluzione verso un concetto di self care, basato sulla quotidianità. Eppure, il cambiamento è in atto. La bellezza chiama e chiama per tutti…

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