Quel paesino capace di sedurre… perfino Netflix

Quel paesino capace di sedurre… perfino Netflix

Una locandina, a fare da apripista a quella che si prevede sarà l’ennesima serie cult, targata Netflix. Debutto a breve, il 10 giugno prossimo, e dall’impatto decisamente suggestivo, per non dire inquietante: due ragazzi si tengono per mano e fissano un campanile, sommerso al centro di un lago. Tutto attorno, silenzio… e nebbia.

La composizione perfetta, affinché il telespettatore resti incollato allo schermo, costantemente sul filo della tensione.

Curon, questo il titolo. Per una produzione, ‘only made in Italy‘, che tanto tuttavia rimanda alle atmosfere cupe di un’altra realizzazione, stavolta di matrice tedesca: Dark, per l’appunto.

La traduzione post-moderna del teleromanzo ripercorre i medesimi luoghi del nord della Penisola, capostipiti del genere, ma li traduce in versione rinnovata, sotto una luce – o meglio un’ombra, che regna sovrana, puntata dopo puntata. E che al meglio rende le ambientazioni della piccolissima e già di per sé misteriosa località di Curon Venosta, paesino in provincia di Bolzano.

Il borgo che ‘rimbomba’ zitto

Un capoluogo disperso nel nulla, che tanto si presta ai toni del paranormale.

Patria, tempo addietro, delle popolazioni celtiche, Curon Venosta è appartenuta ai Romani, fin dal I sec. a.C. Una presenza forte, totalitaria, artefice di quella Via Claudia Augusta – oggi conosciuta come Passo Resia – in grado di accorciare le distanze fra Italia e Germania.

Curon Venosta, prima del 1950

L’antico agglomerato, dall’architettura tardo medievale, in effetti, ha fatto già tanto mormorare di sé. La causa va ricercata nella cattedrale romanica, che un tempo svettava, al centro della quotidianità locale. Un tempo… poiché le vestigia di quel che era, ora sono invisibili, sepolte completamente dall’acqua. Tutto ciò che rimane, da quel lontano 1950, in cui si decise che c’era bisogno di costruire una diga e, per questo, di spostare i cittadini sopra la vallata, è passato, ricordo. Eccetto il campanile, che emerge, imperioso, passaporto verso un futuro che forse, per la prima volta, profuma anche del gusto dei soldi.

Eccola, dunque, l’ambientazione ideale per ricamare un thriller, incastonato da elementi soprannaturali. Della trama – segno congenito della suspence – si conosce ancora assai poco. Ma tra svelamenti e rivelazioni sappiamo di un prologo, che già un po’ ci intriga, e ci cattura.

Una donna torna nel paese natio in cerca di risposte. E scompare. Ai suoi due figli, gemelli, il compito di ritrovarla…

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