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Quando l’erotismo comincia a tavola

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Mai sentito parlare di Omero Rompini? Al di là della spontanea ironia, sappiate di avere a che fare con un eminente scrittore di inizio ‘900. Romeo Prompolini, questo il nome originale – traslato, in un gioco di parole – dell’editore e libraio catanese: colto, dandy, buongustaio. Il primo, a proporre un manuale erotico dell’arte culinaria.

Convinto sostenitore che il preludio per prestazioni eccezionali esordisse a tavola, redasse, nel 1926, un ricettario – sorta di viagra dell’alimentazione. Un vademecum della cucina erotica, in cui la seduzione è insita nella cura non solo del piatto, ma di tutto quanto attenga alla pietanza.

LA CUCINA DELL’AMORE 

Manuale culinario afrodisiaco per gli adulti dei due sessi. Rigenerazione fisica, virilità e giovinezza, recuperate per l’impiego appropriato dei cibi, condimenti, aromi, salse, ecc. Formule storiche, afrodisiaci igienici prodigiosi, bibite e profumi eccitanti, suggestivi e rinvigoritori sessuali.

Stando all’autore, “Quello che dà gioie supreme e supreme voluttà, quello che la provvida natura assegnò come principalissima funzione all’essere vivente per assicurare la riproduzione dell’essere vivo, la conservazione della specie. Questo amore – l’amore vero – non sa infatti rinunziare all’alimentazione, necessaria a mantenere la vita e, anzi, non può fare a meno di una buona, ricostituente alimentazione.” 

Ecco, dunque che, tra aneddoti e notizie storiche che – nella prefazione – rispolverano le tradizioni di epoche remote, come quelle presenti nell’Antica Roma, o sbircia tra le lenzuola settecentesche di Luigi XV e della sua sontuosa Corte, l’opera suggerisce vere e proprie strategie di conquista.

Non mancano cibi dal richiamo esotico e bevande, dall’effetto ‘riconfortante’. Così, almeno, vengono aggettivate “…le cui formule sono state studiate e perfezionate, nell’intento di rianimare gli spossati, rinfrancare i vacillanti e incitare i timidi.” Una tra tutte, l’Afrodisiaco abissino.

Fondamentali, per l’eccitazione e il gusto finali, le spezie. Dal Curaçao alla noce moscata, ai chiodi di garofano che, a base di eugenolo, si rivelano fenomenali per contravvenire alla spossatezza, fisica e mentale.

RICETTA ORIGINALE DELL’AFRODISIACO ABISSINO

Mettete in un bicchiere comune:

Due pezzi di zucchero; quattro gocce di Curaçao; un bicchiere di Madera di vin Porto. Riempire il bicchiere d’acqua e fate riscaldare, fin quasi all’ebollizione. Servite insieme con una fetta di limone, lardellata da quattro cappelletti di chiodi di garofani e cosparsa di un po’ di noce moscata, grattugiata.

LA MALIA, STUDIATA E RIGOROSA, PER LA BIONDA E PER LA MORA

Et voilà! Ma – per citare lo stesso Rompini – come “concedersi ad ‘assaporare a lungo i doni possenti, cari alla voluttà di quella virilità rigenerata e rinvigorita dal cibo“? Ebbene, si tratta di attenersi a manovre militarmente scientifiche, distribuite, addirittura, secondo il colore dei capelli dell’obiettivo.

In sintesi: “L’appellativo ‘biondo’ comprende tutta la gamma delle sfumature, compreso tra il biondo dorato della spiga matura, sino al castano chiaro dei bronzi fiorentini“.

In via generale, per quest’ultima, l’esperto gaudente consiglia: “Scegliere un ristorante di quelli che si rispettano. Conviene che la tappezzeria del gabinetto sia intonata al colore delle chiome… preferibili quindi le stoffe di un bleu turchese. L’aria sia leggermente impregnata di essenza di eliotropio bianco. Sui mobili siano distribuiti, a profusione, mazzi di violette di Parma e fasci d’iris fiorentina. Sulla mensa abbondino tuberose e mughetti, fra cui si sceglieranno i fiori che adorneranno il seno palpitante. Il solito garrulo pianoforte sia sostituito da una silenziosa ‘chaise longue’. Convocazione discreta del maître d’hôtel, col quale si combinerà questo menù…

ASTACO ALL’AMERICANA
UOVA ALLA MESSALINA
PERNICIOTTI ALLA SULTANA
PISELLI ALL’ANTICA
MELE ALL’EVA GOLOSA

Vini: Sauterne – Chambertin Champagne Veuve Cliquot Ponsardin Demi-Sec

E, ancora, prosegue: “Gli effetti… incoraggianti di questo menù succulento, permettono di cominciare i lavori d’approccio, quando verrà sturato il Chambertin, cioè quando entreranno in iscena i perniciotti alla sultana. Dopo, gustate le mele all’Eva golosa, si proceda spavaldamente agli attacchi più seri. Consigliabile la più meticolosa cura nella scelta del nido, il quale deve essere elegante e dotato di incriticabile comfort. Lo spessore delle portiere garantisca contro le indiscrezioni dei battenti all’uscio e la soffice morbidezza del tappeto sia tale, da attutire cadute delle virtù più feroci“.

Non di diverso calibro, le attenzioni riservate alle fanciulle dalle chiome corvine.

Il bruno ha un’infinità di toni, che salgono dal ‘bruno Van Dyck’ dell’Arlesiana fino alle calde tinte delle Italiane, delle Castigliane, delle Andaluse.” L’ambiente in cui sfoderare le proprie armi, andrà scelto sempre “…in un restaurant di primissimo ordine: un gabinetto parato di stoffa antica, nei toni d’oro vecchio. Qualche profumino dovrebbe espandere delle emanazioni di verbena e di corylopsis. Rose-tea e rose rosse, sparse sulla mensa e sui mobili. Garofani screziati e mimose sarebbero i fiori più indicati per adornarne il busto della vittima, destinata all’olocausto. Un divano piuttosto elevato inviterà alle pose d’abbandono. Il menù sarà il seguente:”

SUPREME DI SOGLIOLE ALLA D’ESTREE
UOVA AFFOGATE ALLA CLEOPATRA
FAGIANI ALL’ORIENTALE
ASPARAGI AL VERDE
BOMBA DIAMANTE

Vini: Mosella – Chateaux Margaux, Xeres secco, Champagne Pommery Greno extra dry

Il Chateuax Margaux sarà assaporato con divozione quando verrà la volta del fagiano all’orientale: ne avrà maggior risalto la delicatezza degli asparagi, che lo seguiranno dappresso. E, infine, gusterete quella cosa squisita che è la bomba diamante. Troverete deliziose le varie sorte di frutta, dalle ciliegie all’albicocca, all’ananas. I profumi eccitanti, le vivande delicate, i vini generosi paralizzano, a poco a poco, nella bruna, ogni velleità di resistenza. Le sue difese vanno man mano perdendo di vivacità… e ben presto essa s’abbandona, trionfatrice e vinta.”

E se, come prevedibile, non mancano, nel dettaglio, i passaggi delle ricette, ve ne introduciamo una, citandone, alla lettera, l’esecuzione:

ASTACO ALL’AMERICANA

Prendete un astaco superbo e pieno di vitalità. Tagliatelo in pezzi, che getterete, ancor palpitanti, nell’olio finissimo, contenuto in una casseruola, posata sui carboni ardenti. Aggiungete sale, pepe, poco aglio schiacciato, del buon vin bianco, buona salsa di pomodoro fresca, aromi in copia. Cuocete per mezz’ora circa. Mettete, in ultimo, anche un po’ di sugo glassato e spolverato, leggermente, con pepe di Caienna“.

E se pur gli esperti rivendicano tempistiche differenti nella cottura degli ingredienti, più veloci – oggigiorno – da eseguire e funzionali nel conservare le proprietà organolettiche degli alimenti – un astine del peso di 800 gr/1 kg abbisogna di 1 minuto/ 1 minuto e mezzo, al massimo, di cottura, in un forno a vapore compresso, mentre la salsa viene preparata a parte – esistono, tuttavia, strumenti irrinunciabili, come, ad esempio, le spezie. Non dimenticate, però, di tostarle bene!

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