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L’amante segreta di Fidel Castro? Era italiana e l’amò per 40 anni

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Fidel in Love‘: è questo il titolo del libro rivelazione, che svela la cocente storia – segretissima – tra il Lider Maximo cubano e Anna Maria Traglia, nipote del Cardinale vicario di Roma. Il sacro che si mischia al profano, insomma, frutto della penna di Paola Sorge.

La relazione più improbabile che si possa immaginare, tra l’ateo per eccellenza e la cattolica devota, durata 40 anni.

Anna Maria racconta del primo incontro, quel lontano 20 maggio 1975, nella Capitale, l’Avana, presso la Nunziatura Apostolica, una sorta di Ambasciata.

Sono arrivata portando un grosso mazzo di rose rosse, molto spinose, da posizionare sotto il dipinto della Madonna, nella Nunziatura“, rcconta. “Fidel era lì, fumava il sigaro e sembrava visibilmente annoiato. Non avevo una grande opinione di lui, anche a causa della propaganda infausta degli Stati Uniti, e pensavo che fosse un piccolo mostro, come Stalin“.

Quel giorno, la vita della donna si è ‘ribattezzata’. All’epoca aveva 27 anni, era già sposata da 10 e aveva due figli, piccoli. Poco conta.

Quando Fidel la vide entrare, con indosso un abito di seta blu, si alzò di colpo e le si avvicinò: “La primavera di Botticelli“, fu il commento, ammirato. Quel momento avrebbe rappresentato l’inizio di un’amicizia, prima; di un amore, poi, interminabile.

Quel primo, indimenticabile, incontro

Artefice dell’incontro, Margarita Alcalde, primo segretario dell’Ambasciata Cubana a Roma, imparentata con Fidel. Anna Maria aveva conosciuto casualmente Margarita, nell’ottobre dell’anno precedente e, nonostante la significativa differenza di età, le due erano diventate buone amiche.

Così, di seguito, il racconto, per Margarita, dai toni entusiasti, della sua isola e della leadership che la caratterizzava. Castro, per la donna, era “un eroe, che restituiva dignità al suo popolo e ne tutelava i diritti”.

Anna Maria ascoltava a cuor leggero, pensando che rientrasse tra i compiti di Margarita, il ruolo di promotrice del Governo Cubano. Le cronache, rispetto alla patria d’origine e al suo Leader, furono numerose, fin quando, nell’italiana, non maturò il convincimento, a soli sei mesi di distanza dalla nuova conoscenza, di testare con i propri occhi.

In soccorso, per ottenere il necessario invito, il fatto che suo marito: Giuliano, ingegnere, fosse in grado di fornire soluzioni tecniche al Gogerno, per l’avvio dell’autostrada Ocho Vias, prevista a breve.

Un viaggio, che ebbe il sapore di una fogolarazione: dagli edifici liberty alla vegetazione… a Fidel.

Fra segreti e religione…

Lì respiri gioia di vivere“. Racconta così, la donna, della sua prima visita, durata quattro mesi. E benché, sul luogo, fossero tutti al corrente della liaison, nulla si lasciava trapelare a Roma. Ore, quelle tra Anna Maria e Fidel, trascorse a discutere di religione, tanto che, il dittatore, si convinse ad aprire una Chiesa cattolica. Fidel era genuinamente interessato al Vaticano.

L’appuntamento, consueto, era fissato per le 23.00, alla fine degli impegni politici, presso La Casa de las Flores, dono di Lui. Una passione, come viene descritta, “vera e importante, molto importanteche non sapevo esistesse”, nei confronti di un uomo “forte e determinato, ma con me gentile, affettuoso. Semplicemente, meraviglioso“.

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