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Il porno fa male ‘al porno’. Ce lo raccontano gli studiosi

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Leggenda metropolitana voleva, un tempo, che un’esagerata ‘auto-eccitazione’ aprisse le porte alla cecità… A pensarci, oggi, vien da ridere. Eppure, un recente studio ha accreditato l’ipotesi che un’eccessiva fruizione di contenuti pornografici conduca, quanto meno, alla disfuzione erettile.

Internet come un ‘calderone del peccato‘. E allora, giù ad immagini, video, siti, chat… che, più o meno eplicitamente, cavalcano l’hard, in tutte le sue peregrinazioni. E ce lo rivendono, spiattellandocelo in faccia, senza neppure dover chiedere. Un legae, peraltro, quello insito nella fratellanza web/sesso, che non accenna ad allentarsi, anzi. Il libero accesso accellera i passaggi di scoperta, finendo per influenzare anche i rapporti tra maschi e femmine. Come? Ce lo spiega lo studio, condotto dal professor Gunter de Win, dell’Università di Anversa.

Insieme ai suoi collaboratori, l’esimio esperto ha allestito un questionario – 118 domande – tramite le quali ha inteso stabilire come ci si districhi, riguardo all’argomento, nell’universo telematico. Quantità e tipologia di ‘porno’ di cui gli uomini si rendono usufruttuari. Ma anche abitudini che cambiano, in termini di vita sessuale. 3.267, la cifra delle persone, oggetto d’indagine, di nazionalità belga e olandese.

Ebbene, a capo della ricerca è emerso che gli uomini – in media – riservano 70 minuti della propria settimana – tra i 5 e i 15 giornalieri – all’assunzione di foto o quant’altro sia strettamente legato alla questione. Ma ciò che ralmente attira l’attenzione è la possibile connessione tra disfunzione erettile e contenuti pornografici. Il professor de Win – senza mezzi termini – espone al ‘Medical Express‘ che, circa il 23% degli under 35, manifesta problemi di erezione o mantenimento della stessa.

Un dato sorprendente, stando a quanto dichiara il medico: “Abbiamo scoperto che c’è una forte connessione tra il tempo speso davanti ai porno e le crescenti difficoltà ad avere un’erezione, con la partner”. Motivo, figlio forse di una carenza di libido, nel momento in cui si fanno i conti vis à vis. Il 65% dei partecipanti al sondaggio, infatti, attesta di preferire lasciare andare la fantasia, piuttosto che fare i conti con la propria compagna.

Si tratta di un questionario, piuttosto che di una sperimentazione, ed è possibile che gli uomini che hanno risposto non siano rappresentativi dell’intera popolazione maschile“, lascia, tuttavia, uno spiraglio, il professore.

Fatto sta, la società che ci circonda – e questo è un dato – ci mette tra le mani il mondo e intanto ci allontana, senza che neppure ce ne rendiamo conto. Monadi – come ci voleva Leibnitz. Atomi solitari, anzi, per usare le parole del filosofo: “senza finestre“. Al seguito di leggi individuali, per nulla coinvolti da ciò che, nella realtà, si compie al nostro fianco.

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