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House of Gucci: immergiamoci nel nero pece dei potenti

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Casa, si tratta di una casa. Ma questa abitazione possiede un non so che di sinistro e inquietante. In realtà, non stiamo parlando di una struttura vera e propria. Né di un appartamento. Né di una villa, che non renderebbero neppure lontanamente il senso della realtà a cui ci stiamo approcciando.

Qui si racconta, in maniera assai più estesa, di una saga familiare. Di potere e di sentimenti ingovernabili. Lo scaturire dei fatti si delinea, in questa storia, così. Per il troppo volere, per gli eccessi smodati. A causa dell’insaziabile fame di qualcosa che non si può comprare, financo con tutti i soldi del mondo.

Così, il racconto di Patrizia Reggiani, alias Lady Gucci, alias Lady Gaga – per l’occasione – e dell’intero Clan. Una favola nera e tremendamente affascinante, giacché – è risaputo – nessuna fantasia sa rivelarsi più intrigante della realtà. Se le premesse sono queste, ci sarà da divertirsi. Perché le prime immagini di House of Gucci giustificano in pieno tutto il clamore attorno ad un film che vuole far discutere, sin dal primissimo ciak. Dunque, la Eagle Pictures lo distribuirà nelle sale nostrane sotto le Feste, a Natale, ma già fa capolino, ad ingolosirci, il primo Trailer.

Due minuti ‘di fuoco’ giacché osservandoli si può evincere il sapore della pellicola tutta. Firmata, tra l’altro, da un veterano del Cinema. E, anche in questo caso, Ridley Scott non si è di certo risparmiato.

Prepariamoci, pertanto, in questi mesi che mancano, ad affondare in un contesto glamour, sfarzoso. Una cronaca che, per esser precisi, copre due decenni del vecchio secolo. E due decenni, pure, di vita dei protagonisti. Dal matrimonio sontuoso della coppia allo stile di vita opulento. Fino al tragico epilogo.

Gli accadimenti sono piuttosto noti: la signora Reggiani è stata condannata a 26 anni di carcere, come mandante dell’omicidio dell’ex marito. Si erano separati nel 1985, divorziando nel 1992. Delitto, avvenuto a Milano, il 27 marzo 1995. È uscita di prigione dopo averne scontati 17, per finire la pena ai servizi sociali.

Una banale vicenda di gelosia? Niente affatto. Troppo alta la posta in gioco. Piuttosto, un resoconto al megafono, non fosse altro per la personalità di colei che, in seguito, fu ritenuta una sorta di Mantide.

E, se tanto ci da tanto, va riferito che, nel Cast, si distinguono attori di primo calibro: Al Pacino (lo zio Aldo Gucci), Jeremy Irons (Rodolfo Gucci, papà di Maurizio), Salma Hayek (Pina Auriemma, migliore amica di Patrizia, anche lei condannata per favoreggiamento). E, soprattutto, un irriconoscibile Jared Leto, nei panni di Paolo Gucci.

Per ottenere “questa completa trasformazione ci volevano cinque ore di trucco prostetico, tutte le mattine“, pare abbia confessato l’interprete.

Al dunque, è l’atmosfera nell’insieme che ci colpisce e ci trascina in un mondo ‘diversamente vissuto’, nel senso che poco, o nulla ha a che vedere con il comune percorrersi della nostra quotidianità. E, forse, l’aggancio è proprio qui. “Non sono una persona con uno spiccato senso morale. Ma non sono ipocrita”, recita la Reggiani. Ecco, probabilmente l’anima di una donna senza dubbio carismatica è racchiusa tutta qui, in queste poche parole.

Il resto domanda solo, ora, di essere approfondito. Il più presto possibile…

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