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Gli animali più belli del mondo? Ve li diciamo noi

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Quanta bellezza nella natura – su questo ci troviamo tutti d’accordo – e quanta poliedricità tra gli esemplari, sempre in grado di affascinare e stupire. E, certo i gusti sono gusti e rimangono tali, indiscutibili. Tuttavia, volendo dar conto alla classifica che delinea gli animali più belli al mondo, ci sentiamo di condividere i primi 5 arrivati. Un valore inestimabile per il Pianeta, da conoscere meglio… uno per uno.

MARTIN PESCATORE

Cominciamo da Lui, l’Alcedo Atthis. Trattasi di un uccello di dimensioni ridotte, che deve il suo nome allo specifico metodo di caccia. Si alimenta, infatti, ‘il nostro’, di pesci, che cattura immergendosi completamente in acqua. Presente anche in Italia, è diffuso in Europa, Africa e Asia del Nord. La specie, prettamente territoriale, si distingue pure per il rituale di corteggiamento, assai insolito. Nel dettaglio, il maschio insegue la femmina, chiamandola di continuo. Nel momento, poi, in cui la raggiunge, le offre galantemente, in segno di omaggio, una certa quantità di cibo. Liturgia, a cui, solitamente, segue l’accoppiamento.

FENNEC

La Vulpes Zerda è originaria dell’Africa del nord. Si sveglia al crepuscolo e la si distingue, nell’immediato, per via delle orecchie, grandi ed esasperatamente appuntite. La particolare conformazione serve all’animale per dissipare il calore. Inoltre, gode di un udito estremamente sviluppato, che le permette di percepire le prede muoversi. Le differenze genetiche hanno portato gli scienziati a metterne in discussione l’appartenenza al genere vulpus. Inoltre, lo stile di vita è in branco, in tane scavate sotto terra, per proteggersi dai predatori. Altra caratteristica, poco comune alle colleghe più conosciute.

GUFO DELLE NEVI

Il Bubo Scandiacus – la scienza lo definisce così – è un rapace, diffuso nelle zone artiche del Nord America. Di un abbagliante color bianco, soprattutto per quel che riguarda i maschi; le femmine si distinguono, invece, per le macchie marroni, più visibili. La specie è attiva sia di giorno sia di notte; si nutre delle prede più disparate, anche se sembra prediligere i lemming, piccoli roditori, presenti in zona. Vulnerabili, gli esemplari in questione sono messi a rischio dall’aumento delle temperature.

LINCE PARDINA

Ciò che rende magnetica la Lynx Pardinus è il particolare mantello e la forma delle orecchie. La razza, endemica della penisola Iberica è considerata in pericolo dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature) per la perdita e frammentazione dell’habitat, a cui fanno eco il bracconaggio e la diminuzione delle prede, come il coniglio europeo (Oryctolagus Cuniculus). Decimato, quest’ultimo, nel XX secolo, a causa delle frequenti malattie. A tal proposito, è stata avviata una serie di programmi di conservazione, che hanno ripopolato i conigli, contribuendo al ripristino, pure, della specie in argomento, su territorio.

TIGRE DEL BENGALA BIANCA

Il podio spetta, invece, alla Panthera Tigris Tigris. Anche la sottospecie, originaria dell’India, è ritenuta, come la precedente, in pericolo di estinzione. L’habitat in cui vive è, difatti, degradato. In più, il bracconaggio non concede tregua. Tra i più possenti felini viventi, la belva è stata scelta a rappresentare India e Bangladesh. Differentemente dall’idea ricorrente, che la vuole bianca, va specificato che la tinta è dovuta ad una mutazione genetica, che interessa solo pochi individui, causata dalla mancanza di pigmenti. Le tigri dal mantello candido sono diffuse soprattutto nelle situazioni di cattività e si conservano solo grazie all’incrocio con individui, dotati del medesimo corredo genetico.

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