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Moncalieri… e torniamo indietro nel tempo

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In provincia di Torino, tra i monta e cala piemontesi che, in dialetto, stanno a significare il sali e scendi delle colline, si erge il Castello di Moncalieri, ‘corona di delizie‘ – così come viene comunemente chiamata – delle Residenze Sabaude, iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, dal 1997.

UN PO’ DI STORIA

Meta, ogni anno, per migliaia di turisti venne edificato intorno al 1200, da Tommaso I di Savoia. Prima, in epoca medievale, con scopo meramente difensivo, data la posizione dominante; nella seconda metà del Quattrocento, l’edificio divenne dimora ducale di Jolanda di Valois e, al 1475, risale il trattato fra la duchessa, Carlo il Temerario, duca di BorgognaGaleazzo Maria Sforza, duca di Milano.

A partire dai primi anni del 1600, Carlo Emanuele intraprese i lavori di ampliamento e abbellimento della struttura, che, nell’arco di sessant’anni, sotto la guida di importanti architetti, assunse la conformazione attuale.

Alla fine del 1700, sarà, invece, Vittorio Amedeo III ad occuparsene, assurgendolo a sede di eventi esclusivi, al punto che molti nobili presero a costruire le proprie dimore, proprio nei paraggi.

Dopo i danni subiti per mezzo dell’esercito francese e l’utilizzo come ospedale militare, nel periodo risorgimentale rivide un nuovo periodo di splendore, amato soprattutto dalle donne di Casa Savoia.

Infine, dal 1948, dopo l’occupazione in seguito al Secondo Conflitto Mondiale, il complesso divenne rappresentativo del I Battaglione Carabinieri Piemonte.

Fin qui la storia, ma poi c’è spazio anche per le leggende. Si narra, infatti che, in Italia, sia il più infestato dai fantasmi. In particolare, nel cuore della notte, si udirebbero lamenti. Tra le diverse ‘presenze’, lo spirito di un frate – pare – murato vivo; quello di un bambino, morto schiacciato da una carrozza e quello della sua nutrice, toltasi la vita, a causa del dolore per non averlo salvato.

NOTIZIE UTILI

Situata in Piazza Baden Baden 4, a Moncalieri (TO), la location è facilmente raggiungibile, in diversi modi. L’aeroporto più vicino è Torino-Caselle; la stazione ferroviaria di Moncalieri e quella di Sangone sono direttamente collegate a quelle di Torino. Sono, inoltre, presenti numerose linee di bus. In auto, si giunge tramite autostrada e tangenziali.

Gli appartamenti reali sono aperti al pubblico, dal 1991. L’ala sud/est rimane, tuttavia, chiusa da quasi dieci anni, dal 5 aprile 2008, a causa di un incendio e al conseguente nuovo restauro.

Le visite, con la possibilità di osservare la mostra permanente in omaggio alla Principessa Maria Letizia, sono consentite solo il venerdì, il sabato, la domenica e i festivi, con orario 10-18, per la durata di un’ora. La prenotazione è obbligatoria, online o attraverso call center.

Il costo del biglietto, intero, è di 7 €; ridotto, 5 €. L’ingresso, vietato ai cani, è, d’altro canto, gratuito per i minori di 6 anni; per gli accompagnatori di gruppi organizzati (massimo 1 ogni 25 persone); per i possessori dell’abbonamento Musei Torino Piemonte, nonché per i soggetti diversamente abili.

L’esterno e gli interni del Castello

La costruzione si caratterizza per la forma, riconoscibile, a ferro di cavallo rivolto verso nord, con quattro possenti torri ai lati e due strutture, adibite a scuderie e dimore della servitù. L’esterno si distingue per il giardino all’italiana e il parco all’inglese. Dieci ettari, in cui spiccano, oltre al laghetto delle ninfee, la Torre del Roccolo, un tempo adibita alla caccia; la Casa del Vignolante, che testimonia la presenza degli antichi vigneti, e la Cavallerizza, restaurata di recente.

La roccaforte si sviluppa su cinque livelli e spicca, al suo interno, a cominciare dal piano terra, in cui si trovano l’appartamento di Maria Letizia, con il prezioso orologio e la cappella, tra le poche testimonianze semi-integre del periodo tardo settecentesco. Al primo piano conserva, tuttora, arredi ed elementi decorativi dell’Ottocento. Nei piani alti si trovano la camera di Maria Clotilde, il Salotto della Regina e l’ambiente del re Vittorio Emanuele II, che comprende, accanto alla stanza da letto, il particolare gabinetto di toeletta, realizzato per rievocare una tenda da campo.

Il tutto – è qui sta il vero valore aggiunto – percorso da un’atmosfera magica, surreale e fuori dal tempo, per un viaggio che è ben più di una visita, ma presenta il sapore di un salto nel passato…

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