Tiny House, perché io abito… dove mi pare

Tiny House, perché io abito… dove mi pare

Mini house… sempre più di tendenza. Il fenomeno del prefabbricato si sta ricavando, di giorno in giorno, uno spazio tutto personale, nell’ambito dell’edilizia. Rivoluzione, questa, che riguarda pure il design. In stretto modo, la struttura portante viene realizzata in sede, per poi installare la casa… ovunque si voglia. Nel giro di poche ore si trova – in sintesi – una risposta, pratica ed economica, ad alcuni tra i problemi cruciali del mercato immobiliare odierno.

Motivo di così eclatante successo? Partiamo dal concetto di sostenibilità. La filosofia che risiede dietro l’idea si fa promotrice, difatti, di un’abitabilità, in armonia con gli spazi verdi. Rimane, insomma, intatto ‘ambiente, che si tratti di boschi, parchi, aree adibite, presenti in città.

Un modo, allo stesso tempo, per contrastare la crisi immobiliare. Secondo Business Insider, le costruzioni in questione hanno preso piede nel 2022, di fronte ai prezzi record delle case tradizionali e a ragione dei cambiamenti di stile di vita, in fase di pandemia.

Un’ottima risorsa – l’invenzione – anche in caso di calamità. Si richiedono, per l’edificazione, tempi rapidi. Tanto che, attualmente, si sta seriamente valutando la possibilità di consultare le aziende produttrici per la creazione di future comunità, immediatamente disponibili in situazioni di emergenza e a prezzi accessibili.

UNA CARRELLATA DI POSSIBILITA’

  • Coodo, by LGT, ad esempio, mira ad avvicinare gli acquirenti alla natura, tramite case rivestite in vetro. Soluzione, che permette di osservare il paesaggio circostante, da qualsiasi stanza.
  • Abodu aiuta i clienti a sfruttare lo spazio inutilizzato dei propri cortili, grazie ad unità abitative comprese di tutto: ADU (Accessory Dwelling Units), la cui superficie resti compresa tra i 30 e i 60 metri quadri.
  • La Dimensions X dispone, invece, di un configuratore onlineche vi dirà quanto costerà, man mano che apporterete modifiche specifiche ai moduli e agli elementi” che configureranno il vostro nuovo appartamento.
  • Escape Homes, dal canto suo, si fa forte di un villaggio a Tampa, in Florida. Situato in un parco di roulotte riconvertito, vanta spazi verdi e uno, comunitario, dedicato alle attività ricreative delle dieci unità, ivi presenti. In stretto accordo con Ikea, poi, si pregia del modello di mobili sostenibili, forniti direttamente dal gigante della vendita al dettaglio.
  • Si dice che Minimaliste, start up canadese, sia destinata a trasformare, a breve, l’intero settore immobiliare. L’azienda costruisce e trasporta unità di piccole dimensioni, specificamente pensate per il clima che circonda l’appezzamento di terreno designato.
  • Cabn.Co rientra tra le soluzioni preferite. Mira, infatti, a costruire smart-home ad alta efficienza energetica. Abitazioni, caratterizzate da una serie di sporgenze sul tetto, che sfruttano la ventilazione naturale e possono essere installate ovunque, nel mondo.
  • La Casa ZGZ dell’uruguaiana iHouse poggia su un unico livello. E’ rivestita in nero, composta da due moduli, accostati longitudinalmente. Ebbene, il colore è codificato apposta perché l’edificio possa mimetizzarsi nel bosco. Non solo, contribuisce a riscaldare l’interno, catturando la luce naturale.
  • BioHome3D offre moduli, che variano dai 30 ai 140 metri quadri. Edifici dal costo esiguo, valida alternativa a quanto reperibile su mercato.
  • Stampate anche in 3D (le più spaziose, nell’emisfero occidentale), le oltre 24 tiny home di Icon rappresentano un vero e proprio battaglione. Non a caso, la Società è stata convocata, in tal senso, persino dall’esercito degli Stati Uniti. I modelli Zero, a tal proposito, non superano le più modeste dimensioni.

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