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Politica e scienza alleate contro Omicron

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Per ora “le misure sono queste. Non sono all’ordine del giorno nuovi provvedimenti“. E’ così che si esprime il Ministro della Salute, Roberto Speranza, alla luce del primo caso confermato in Italia di variante Omicron del Coronavirus. “I numeri delle ultime ore sono incoraggianti. Venerdì sono state fatte 294.000 terze dosi, il numero più alto in assoluto. Sono ottimista per una crescita significativa, anche per quanto riguarda le prime dosi“, aggiunge. Quasi a lasciar trasparire che la situazione, ad oggi, è sotto controllo.

IL PARERE DELLA SCIENZA

E la scienza, dal canto suo, cosa dice? L’insigne Professor Locatelli, ordinario presso la facoltà di pediatria della Sapienza di Roma, intervistato dal Corriere riguardo alla nuova mutazione, ne attesta la rapida diffusione. “Ma – aggiunge – non sappiamo se sia capace di provocare malattia grave. Il vaccino, ora più che mai, resta fondamentale, unito all’uso di mascherina“. Il coordinatore del CTS conferma, sul momento, la scarsa quantità di informazioni. “L’attenzione deve essere mantenuta al livello più elevato e bene ha fatto per primo il Ministro Speranza, seguito poi dagli altri Ministri UE, ad interrompere tempestivamente accessi e voli dagli 8 Paesi che ne sono stati investiti”.

Il vero enigma rimane nell’attestare se Omicron sia in grado o meno di ‘bucare ‘i vaccini. “La presenza di mutazioni nelle regioni della proteina Spike riconosciuta dagli anticorpi o dalle cellule T linfocitarie, potenzialmente potrebbe ridurne parzialmente l’efficacia. Tuttavia, solo ulteriori valutazioni ci daranno una risposta fondata sull’evidenza“.

L’EVIDENTE EFFICACIA DELLE NORME PREVENTIVE

Dunque, occorre procedere con massima circospezione, non risparmiandoci nell’adoperare – questo il suggerimento da entrambe le provenienze, politica e scientifica – i mezzi preventivi a disposizione. “La situazione più favorevole dell’Italia, rispetto a quella della pressoché totalità degli altri Paesi Europei, è dovuta alla larga percentuale di soggetti completamente immunizzati. Nella fascia d’età a minor rischio, cioè quella tra i 12 e i 59 anni, nell’ultimo mese, 23 dei quasi 46 milioni di vaccinati sono stati ricoverati in terapia intensiva; a fronte di 179 dei 6.5 milioni di non vaccinati. Anche le misure non farmacologiche di prevenzione hanno dato un contributo importante. Aver – ad esempio – mantenuto l’uso delle mascherine nei locali chiusi, così come in tutte le situazioni in cui, all’aperto, si possono creare assembramenti“. 

Un ultimo commento, lo lascia , poi, il ‘nostro’, riguardo alle misure adottate dal Governo Draghi, per evitare il progressivo accentuarsi dei contagi, già in risalita. Locatelli commenta: “Sono certamente di straordinaria utilità, per mantenere la posizione di vantaggio che l’Italia ha rispetto ad altre realtà“. Tuttavia, “il momento è delicato e l’invito, ancora una volta, è per chi non si è mai vaccinato, di non avere indugi. Per chi, invece, vaccinato lo è già, a procedere con la dose booster. Priorità nei centri vaccinali ai più fragili, per ragioni anagrafiche o per malattie concomitanti“. 

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