Cotechino: avanti tutta tutto l’anno

Cotechino: avanti tutta tutto l’anno

Il cotechino, roba da… cenone di Capodanno? Chi l’ha detto! Il Modena IGP non solo rappresenta un’eccellenza della tradizione nostrana, ma è anche facilmente reperibile al supermercato e, soprattutto, contiene molte meno calorie di quanto si possa immaginare. In più, in cucina, si presenta versatile, adatto a più preparazioni: quel che cerca il consumatore, nella giusta pretesa di attenzione alla qualità delle materiealimentazione sanasoluzioni pratiche e, allo stesso tempo, creative, capaci di soddisfare le esigenze del pranzo e della cena, nel quotidiano, come nelle occasioni speciali.

Un vero e proprio alleato, insomma, da integrare alla dieta di tutto l’anno, grazie anche alla presenza di buoni valori nutrizionali.

NEL DETTAGLIO

Entrando nello specifico, un etto di cotechino apporta 250 calorie, tanto quanto – per capirci – quelle di un etto di mozzarella fior di latte e – pensate – meno di un piatto di pasta scondito. Un prodotto, per di più, al passo con i tempi, con un ridotto contenuto – ad esempio – di grassi e di sodio e, al contrario, un elevato apporto di proteine nobili, vitamine del gruppo B e minerali, tra cui ferro e zinco. Ancora, niente lattosio, glutammato o aromi artificiali.

Del resto, il gusto, pieno e ricco, porta chi lo assaggia a non abusarne, giacché bastano pochi bocconi, per sentirsi pienamente appagati.

Dicevamo, non solo per le Feste. Data la breve cottura – comunemente viene venduto precotto, quindi richiede tempi rapidi – lo si può utilizzare, in veste di protagonista, nella preparazione di antipasti, primi, secondi e torte salate.

Nella focaccia, può arricchire – per dirne una – l’impasto o essere adoperato come farcitura, assieme alle verdure, cotte o grigliate, a seconda della stagione. Il sapore intenso potrebbe fornire il là, per valorizzare un ragù. Elemento chiave, persino nei sandwich, con accompagno di zabaione salato e insalata verde. Un twist inaspettato, in ricette come quella dei carciofi ripieni di cotechino, con gocce di aceto balsamico ed emulsione di gambi di carciofo e mentuccia. Un piatto, quest’ultimo, che gioca con la tradizione romana e quella emiliana e che si rivela anche un’ottima idea anti spreco visto che, dell’ortaggio, esattamente come del maiale, non si butta via nulla.

LEGGENDA VUOLE CHE…

Una storia, d’altronde, quella del Cotechino di Modena IGP, che vanta più di 500 anni e che si lega, indissolubilmente, a quella dello Zampone, che ne condivide parecchie caratteristiche. Si narra che entrambi siano frutto dell’ingegno di uno dei cuochi di Pico della Mirandola. Nel 1511, durante la resistenza della città emiliana all’assedio delle truppe di Papa Giulio II Della Rovere, la scorta di maiali era diventata esigua. Dunque, il cuoco propose di conservare la carne più magra in un involucro, formato dalla pelle delle zampe anteriori dell’animale. In tal maniera, la si preservava e poteva essere consumata, più avanti.

Un episodio, dai contorni leggendari, con quel pizzico, pure, di romanticismo, a cesellare l’attenta lavorazione che sta alla base di carni di suino selezionate, cotenna, sale, pepe, vino, spezie e piante aromatiche. Un processo, quello in esame, custodito da rigidi disciplinari e salvaguardato, nella sua originalità, dal marchio di qualità.

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