Bergamo: ma l’avete vista mai?

Bergamo: ma l’avete vista mai?

Tanti, intriganti e poco conosciuti: se pensavate di sapere tutto di Bergamo e del suo territorio, allora sappiate che potrebbero esservi sfuggiti i suoi confini misteriosi, gli angoli suggestivi di cui solo in pochi sono al corrente. Tesori nascosti, lontano dalla folla e dai cliché, che si svelano ai viaggiatori, che scelgono di abbandonare i sentieri più battuti. 

La Spada nella roccia; il sarcofago di un Cavaliere misterioso; le Maschere mortuarie dei camerieri, a servizio dei nobili; la pietra che guarisce il mal di schiena, il coccodrillo, penzolante dalla navata di una Chiesa. Di poi, il rifugio antiaereo sotto una pasticceria, la torre della fame. Ed ancora: i rebus nei quadri del Cinquecento, uno scheletro, conservato nell’armadio di un’osteria; un uomo imprigionato nella roccia, l’osso di un cetaceo, in una Chiesa. Ne avevate mai sentito parlare?

Bergamo si disegna, insomma, a guisa di meta insolita e segreta, capace di introdurre chi desidera visitarla in un viaggio inconsueto, non preventivato; per certi versi, sorprendente.

TUTTI I LUOGHI DELLA CITTA’ ANTICA
  • Pensate, ad esempio, all’itinerario nella Città Antica, in cui spicca la Piazza Vecchia, tra i luoghi più visitati da residenti e turisti. Un pilastro di Palazzo della Ragione pare quasi sfregiato da una serie di solchi longitudinali, come fossero il risultato dell’opera di un artista. In realtà, l’effetto è ricavato dai segni scavati nella pietra dai militari Austriaci, nel tentativo di affilare le proprie baionette.
  • Sotto i portici dello stesso Palazzo, laddove i visitatori sono soliti sedersi e gustare, magari, un gelato, un tempo venivano condotti i condannati a morte. Era la sede, in sostanza, del Tribunale dell’Inquisizione, deputato a sentenziare pene severissime.
  • A pochi passi, si trova la Cappella di Bartolomeo Colleoni: sul cancello, spicca lo stemma che ricorda la ‘triplice virtù’ del celebre condottiero, ovvero i tre testicoli. La gente si diverte a sfregare lo stemma, come gesto propiziatorio. Ma la vera sorpresa è all’interno della Cappella, in cui la vera rarità è lo scheletro dell’uccellino. E’ quello, per la precisione, di un passerotto trovato nella tomba di Medea, figlia del Colleoni. Secondo la tradizione, il volatile era compagno di giochi della ragazza, scomparsa prematuramente.
  • Subito fuori, voltando a destra, dopo la Basilica di Santa Maria Maggiore, il vicolo si allarga, fino ad introdurre alle porte di quello che, un tempo, era l’Ateneo di Scienze Lettere e Arti, sotto il quale si cela il cosiddetto Fontanone, vale a dire una gigantesca cisterna. Ebbene, all’angolo destro dell’edificio si nota una sigla misteriosa: AQ, scavata nella pietra. Non si tratta del sigillo di due innamorati, bensì della certificazione del passaggio dell’antico acquedotto. La medesima segnaletica si trova, di fatto, in altri punti della Città Alta.
  • A pochi passi dall’ex Ateneo, nella zona retrostante della Basilica di Santa Maria Maggiore, sotto il porticato della casa d’angolo, si nota un enorme sarcofago. L’arca fu rinvenuta sotto la pavimentazione della Basilica, mentre si era in cerca della tomba del Colleoni. Una volta aperta, la sorpresa fu enorme. Giacevano, all’interno, ossa che potremmo definire ‘di gigante’. L’ignoto prese subito l’identità di un Cavaliere misterioso. Nel sarcofago, si rinvennero anche un bastone di comando, una spada e un dado d’avorio, usato dai condottieri per prevedere il futuro o sciogliere dubbi, prima delle battaglie. Mistero, questo, rimasto tuttora irrisolto.
  • Non manca, da queste parti, neppure una nota di brivido. Nella Città Alta è possibile rintracciare le porte dei morti incastonate in un Palazzo; le cannoniere, sotto le Mura Venete, la misteriosa fontana del Lantro, sotto la chiesa di San Lorenzo (già citata nel X secolo). E poi il portone del Diavolo, al confine fra Bergamo e Seriate, una ghigliottina nel santuario di Caravaggio. Leggenda vuole che, nel momento in cui si approssimava ad abbattersi sul capo di un condannato, per volere della Madonna si inceppasse e, da allora, sia rimasta gelosamente conservata. 
  • Impossibile, tra i siti da non perdere, non menzionare l’antico Ol Giopì e la Margi (ricavato in una antica Stazione Postale e dedicato alle due maschere più note della tradizione locale). E la Statua del Giocoliere, nel cimitero della Città Bassa, monumento funebre, a grandezza naturale, di Enrico Rastelli, il più grande a tal proposito di tutti i tempi, che detiene ancora il record, certificato dal Guinness dei Primati. Fu l’unico, in grado di far roteare contemporaneamente 10 oggetti, fra palloni, clave etc.
  • Ancora, la Spada nella roccia al lago Barbellino. Null’altro che la trovata di un guardacaccia, per rendere omaggio all’arte di fabbricare spade nelle antiche fucine fra Gromo e Valbondione, che le forgiavano nel XV secolo. 

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